ESCLUSIVA MN - Taibi: "Inutile cacciare Montella, paga aspettative irreali. Sassuolo-Milan, vince chi ha meno paura"
Daniele Castagna
Il Diavolo affronta le proprie paure in provincia dove, ancora una volta, sarà il Sassuolo giudice (ed eventualmente giustiziere) del tecnico sulla panchina del Milan. Dopo Allegri, Inzaghi e Brocchi, i demoni dei rossoneri ritornano come un’ombra lunga su Vincenzo Montella, pronto a scacciare il bacio d’addio ed allontanare i fantasmi. Per affrontare le tematiche di Sassuolo-Milan, la redazione di MilanNews.it ha intervistato Massimo Taibi, ex portiere rossonero e persona molto vicina agli sviluppi di casa neroverde.
Per comprendere le ore di attesa pre-Sassuolo, torniamo con la testa a giovedì sera contestualizzando il momento. Diavolo deludente ad Atene?
“Una gara tutt’altro che splendida, diciamo così. Mi è parso evidente come l’obiettivo primario fosse non perdere e fare punti per la testa della classifica. Questo periodo è incredibilmente complicato, con tutte queste polemiche lavorare è difficile e le voci che si rincorrono non aiutano per niente”.
La critica imputa ai rossoneri una prova totalmente insufficiente, mentre il tecnico replica con il punto riportato a San Siro ed il primo posto del gruppo D. Lei da che parte sta?
“Dalla parte di Vincenzo (Montella). Facile criticare osservando da fuori, ma bisogna ricordarsi che il Milan ha cambiato 11 giocatori, stracciando di fatto gli automatismi ed i meccanismi della scorsa stagione. E, in aggiunta, ha preso buoni giocatori che necessitano tempo di maturazione, non campioni assoluti dall’immediato impatto ed utilizzo. Purtroppo in Italia il sistema calcio è dominato dalla signora Fretta, automatico come si trasformi in un’impresa inserire nel motore tutto questo materiale umano. Col senno di poi, avrei consigliato di prendere solo 3 o 4 top player con l’impianto di gioco già definito”.
Collegandomi al suo discorso sul tempo mancante, mi pare di capire che lei sia contrario al possibile esonero di Montella?
“Probabilmente risulterò la voce fuori dal coro, ma secondo me Vincenzo da quando è a Milanello ha fatto un grande lavoro. Lo scorso anno ha portato risultati ed un Supercoppa contro la corazzata Juventus, mentre questa stagione sta pagando a causa di aspettative irreali poste sulle squadra. Mi ripeto, il Milan ha preso buoni giocatori ma è ancora lontano dal calibro di Napoli, Juventus e dico Inter, che rimarrà in corsa di vertice. Solo col lavoro e col tempo potrà raggiungere livelli ottimi, ma senza questi Montella ha le mani legate”.
Le voci però sono incessanti ed in caso di sconfitta serale contro il Sassuolo il divorzio sarebbe ad un passo. Ha un consiglio per i piani alti di via Aldo Rossi?
“Sono l’ultimo che può dare consigli a Fassone e Mirabelli, ma io Montella lo terrei. È un tecnico giovane e con buone idee, che riuscirà a dare organizzazione anche a questo Milan. Ora la palla passa ai dirigenti, dipende tutto da loro e da quanto realmente tengano all’uomo in panchina. Se credi a Montella non lo metti in discussione, senza se e senza ma, tenendo botta anche nei momenti più difficili”.
Montella insiste sul tasto della svolta che, a più riprese, ha definito “dietro l’angolo”. È un Milan zavorrato secondo lei? Come può sbloccarsi?
“Serve solo un’amalgama migliore. Quando tutti i singoli arriveranno a livello, allora il Diavolo avrà definitivamente lasciato indietro questi mesi e potrà iniziare un filotto. Le polemiche ed alcune sconfitte ‘sfortunate’, diciamo così, hanno poi rallentato la crescita complessiva”.
Spostiamoci sul pianerottolo di casa Bucchi. Come sta il Sassuolo? Che tipo di gara si aspetta questa sera?
“Li seguo sempre i neroverdi, presenza fissa al Mapei Stadium. Posso dirle con certezza che stanno pagando una situazione particolare. Nel cammino degli infortuni, hanno perso praticamente tutti i loro punti di forza ed è normale che oggi non siano assolutamente in condizione. Cito Berardi, così come Magnanelli, Acerbi o Missiroli, tutti reduci da problemi fisici tra questa e la stagione precedente che li ha costretti a rinunciare alla brillantezza ammirata. I valori in campo sono diversi tra Sassuolo e Milan, ma il momento nero e l’inquietudine avvicinano le due squadre cancellando praticamente il gap. Credo possa vincere chi avrà meno paura delle conseguenze, del post triplice fischio”.


