Adesso basta prese in giro. E a proposito del super bomber...
Fabrizio Tomasello
Non so voi, ma io sarei anche stufo di prese in giro. Va bene che il momento raccapricciante del nostro povero diavolo invoglia alla boutade, ma a tutto c’è un limite. Che poi, a dirla tutta, nessuno di coloro che fa sfoggio di creatività e simpatico umorismo ai danni dei tifosi del Milan avrebbe il diritto di farlo, visto quanto ci hanno visto vincere negli ultimi trent’anni, ma questo è un altro discorso.
Ancora più fastidiose, però, sono le prese in giro che arrivano dal fuoco amico. Da Fassone e Mirabelli in primis, che invocano i risultati perchè il bel gioco non basta (ma quale bel gioco?); fino a Vincenzo Montella, apparso addirittura sorpreso dopo le critiche ricevute al termine di Aek Atene-Milan.
Una serie di affermazioni del tecnico rossonero nel post-partita ateniese hanno evocato il teatro dell’assurdo: «Non è stata una brutta partita», «Ho visto una squadra che ha lottato», perfino un orgoglioso «Siamo primi nel girone, tutto questo non basta?». E no caro mister, no che non può bastare: il Milan è capitato nel girone più scarso dell’intera Europa League e malgrado questo, dopo quattro partite, ancora non è riuscito a staccare il pass per il prossimo turno.
Senza contare la sfilza di alibi confezionati ad hoc per una squadra apparsa ancora una volta rammollita e senza spina dorsale (per non dire altro): «Non era facile giocare qui», «Non è catastrofico uno 0-0 su questo campo», e perfino uno sconcertante «Ho visto cose positive». Ma quali? Con tutta la buona volontà e l’impegno estremo, è difficile riuscire a trovarne una degna di nota nella notte ateniese.
È possibile che non si riesca a vedere a fine partita un Montella veramente furioso, capace di far tremare la sedia sotto i pregiati fondoschiena dei suoi uomini e pretendere da loro non solo il massimo impegno, quello lo diamo tutti per scontato, ma un’applicazione che finora si è vista solo in occasione della luna piena?
L’unica versione "all'arrabbiata" del tecnico campano viene fuori quando gli si fanno notare i limiti oggettivi della sua squadra. Ecco, allora Montella, anzichè incassare, parte all’attacco con maldestri tentativi di difendere il proprio operato: «Un’altra brutta partita? E quali sarebbero le altre?».
Suvvia mister, dal 20 settembre, giorno della vittoria sulla Spal, tolti 20 minuti decenti giocati contro la Roma, che comunque hanno prodotto due reti per i giallorossi e 0 per il Milan, il secondo tempo contro l’Inter, peraltro costellato da tali sconcezze individuali che hanno regalato ugualmente il successo ai nerazzurri, e la partita a Verona contro il Chievo, probabilmente tutto il resto è da chiudere nel cassetto delle cose da dimenticare in fretta. O magari da ricordare per evitare di ripeterle.
Ultima nota a margine rivolta a coloro che imprecano contro un mercato incompleto per il mancato acquisto di un un top player in attacco da 25 gol a stagione. Che qualcuno mi spieghi per favore, in una squadra che al termine del primo tempo con l’Aek riesce a conquistare il non invidiabile primato di 0 tocchi 0 nell’area avversaria, cosa sarebbe cambiato se lì davanti ci fosse stato Aubameyang oppure Belotti al posto di Andrè Silva.
La verità è che con una situazione di gioco come quella messa in mostra dal deprimente Milan attuale, non c’è bomber in grado di spostare gli equilibri. E allora, anziché criticare sparando cartucce a caso nella speranza di azzeccare il bersaglio (negli ultimi giorni ho letto dei commenti irripetibili su Biglia, la cui unica colpa è stata quella di accettare di giocare in precarie condizioni fisiche) proviamo a focalizzare l’attenzione sui veri limiti attuali della squadra. Qui non si tratta del singolo giocatore che rende poco. Tutti, ma proprio tutti (con la sola eccezione forse di Borini), i calciatori della rosa del Milan stanno disputando una stagione ben al di sotto dei loro standard abituali. Questo vorrà dire qualcosa, o no? Oppure vogliamo credere che nell’aria di Milanello circolino miasmi mefitici che hanno il potere di rendere irrimediabilmente scarsi 25 calciatori giovani e promettenti?
La verità ormai innegabile è che al Milan manca una guida tecnica in grado di dare alla squadra delle indicazioni. Quando i rossoneri scendono in campo regna l’anarchia, o meglio l’arte dell’improvvisazione. Non esiste uno schema, una manovra, un’idea di gioco. Tutto campato in aria nella speranza di un’illuminazione che alla fine non arriva.
Eppure, anche dopo questa ennesima sconveniente prestazione dei rossoneri, continuo a pensare che il licenziamento di Montella, viste anche le possibili alternative, non sia una grande idea. Per quanto difficile possa sembrare, considero l’ex aeroplanino ancora la migliore soluzione possibile per la panchina del Milan attuale (in attesa del grande allenatore il prossimo anno), purchè cambi in fretta qualcosa. Un suo esonero metterebbe il timbro di ceralacca sul fallimento definitivo della stagione ed è un’opzione da non prendere neppure prendere in considerazione.


