Montella torna a respirare e allontana l'ombra di Gattuso. Quella di Conte permane per l'estate e c'è un grosso problema in attacco da risolvere
Pietro Mazzara
Una boccata d’ossigeno che regala a Vincenzo Montella due settimane di relativa tranquillità. La seconda vittoria consecutiva a Sassuolo lo tira fuori dalle sabbie mobili nelle quali era finito a causa delle prove non esaltati del suo Milan e sono stati due suoi fedelissimi – Romagnoli e Suso – a lanciargli le due corde alle quali aggrapparsi stretto. Lo ha fatto senza due pedine che, in teoria, rappresentano due asset fondamentali del nuovo Milan, ovvero Biglia e Rodriguez, ma ha ritrovato Bonucci e Kessie, oltre alla conferma di Zapata e ad una buonissima prova di Montolivo. Certo, il Sassuolo visto ieri al Mapei è davvero poca cosa, con i risultati e le prestazioni che vanno sempre rapportati agli avversari, ma un Milan in difficoltà e sotto pressione, è riuscito a imporsi e a vincere. Che era l’unica cosa che contava, come ha sottolineato candidamente Suso a fine partita.
Adesso ci saranno due settimane di tempo per lavorare ancora su meccanismi nuovi e oleare quelli vecchi. Con l’ombra di Rino Gattuso rispedita nello spogliatoio due di Milanello e quella di Antonio Conte che, nonostante la vittoria sullo United, continuerà ad aleggiare su Montella fino al termine della stagione. I contatti avviati con alcuni intermediari per arrivare al manager del Chelsea sono cosa vera e vanno avanti da settimane. Fassone e Mirabelli, tuttavia, hanno tenuto a precisare come la fiducia in Montella sia ancora a totale. Ma lo è a tempo. L’aeroplanino rimarrà sulla rotta di crociera fino a fine stagione poi, forse, sarà costretto a fare il check-in verso altri lidi qualora Conte dovesse davvero lasciare Londra.
Ma il Milan, che mette a posto alcune cose, continua ad avere un problema atavico dentro il suo sistema di gioco: la presenza e l’occupazione dell’area di rigore. Anche a Sassuolo, Kalinic ha vagato come un’anima in pena, facendosi risucchiare da Acerbi e Cannavaro. Quando è riuscito a prendere posizione, si è visto cancellare da Consigli un bel colpo di testa. Ma è troppo, troppo poco per essere in centravanti del Milan. E non può nemmeno più reggere la scusante del fatto che “partecipi alla manovra”, perché quasi mai fa da sponda e spesso e volentieri viene anticipato dai diretti avversari. Ci sono due settimane a disposizione per Montella per sistemare questo aspetto. Perché non sempre Suso può trovare il coniglio dal cilindro.


