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Fabio Borini, inno al sacrificio. La rivincita sui pregiudizi

autore
Daniele Castagna
per Milannews.it
martedì 7 novembre 2017, 18:30Primo Piano
autore Daniele Castagna
07.11.2017 18:30Primo Piano
Daniele Mascolo/PhotoViews
Daniele Mascolo/PhotoViews

Premessa doverosa. Nel calcio, così come nella vita, le aspettative vanno sempre proporzionate e dosate con precisione. Anche l’anti-hype che ha circondato Fabio Borini rientra nel discorso. Attendersi triplette a grappoli e rovesciate “alla Parola” sarebbe da folli, ma simile considerazione andrebbe affibbiata anche a chi, ancor prima che Fabio mettesse piede a Milanello, lo bollava come “bidone”, “marchetta”, “favore a Tizio Caio” e simili complimenti… I termini fuoriclasse e campione non possono stare in una frase che contenga il termine Borini, ma la caccia alle streghe nei confronti di Fabio l’ha vinto lui. A testa bassa. In silenzio. Senza chiedere nulla. Con la corsa. Con la bava alla bocca. Con il sacrificio. 

Uno che di mestiere farebbe l’attaccante ma si ricicla terzino, andrebbe applaudito a prescindere. Se oltre all’esterno di difesa, aggiunge i panni del centrocampista, del trequartista, del quinto in mezzo al campo, della seconda punta, dell’ala sinistra/destra e della prima punta: allora gli applausi dovrebbe mutarsi in standing ovation, ma così non sarà. Fabio Borini non ruba l’occhio del raffinato pubblico di San Siro, ma sicuramente scippa il pallone al giro palla avversario. Gli esterni che fanno sognare il fútbol bailado appartengono ad un’altra categoria, ma in Serie A servono interpreti capaci di masticare il filo spinato, di vivere in trincea e combattere sui campi di Verona, Bergamo, Genova, Reggio Emilia ecc. … E Borini è il perfetto esempio di pedone pronto alla guerra per i propri colori. Montella, nel momento più forte della tempesta, ha capito di potersi fidare del proprio soldato ventiseienne, non togliendolo più dal campo di gioco. O di battaglia, a seconda delle necessità.

I 56 gol tra i professionisti, in tutte le categorie, indicano come la bomberitudine del classe ’91 non sia delle più brillanti. Ma dove mancano le reti, il nativo di Bentivoglio compensa con i chilometri. Tanti, tantissimi, e in continuità. Nelle 13 presenze dal primo minuto, (16 complessive) l’ex Roma e Liverpool è stato, a tutti gli effetti, un maratoneta, finendo sempre nei migliori 5 della gara per chilometraggio percorso. Un inno al sacrificio, studiando da terzino e raddoppiando gli allenamenti per capire ogni sfaccettatura del ruolo. Nelle ultime 7 gare poi, Fabio non è mai uscito dall’undici titolare, imponendosi come inattesa certezza agli occhi di Montella. Roma, Inter, Genoa, Chievo, Juventus, AEK Atene, Sassuolo: 615 minuti senza sosta, tutti in fila, tutti di corsa. La casella dei gol segnati resta sempre tristemente ferma ad 1 (la marcatura contro lo Shkendija), ma le prestazioni non passano inosservate, tanto da risultare uno dei giocatori più positivi dell’intera rosa del Diavolo. Mai sarà un goleador implacabile, ma qui Fabio ha sconfitto il pregiudizio con un gol all’incrocio. Dopo una galoppata sulla fascia, ovviamente. 

per Milannews.it

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