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Colpo di coda del Diavolo all'ultimo respiro

autore
Davide Bin
per Milannews.it
lunedì 15 marzo 2010, 01:53Vista dalla Curva
autore Davide Bin
15.03.2010 01:53Vista dalla Curva
Il Milan piega la resistenza del Chievo con una prodezza di Seedorf nel primo minuto di recupero e si porta ad un solo punto di distanza dall'Inter.
Federico Gaetano
Federico Gaetano

Il Milan batte il Chievo e si porta ad un solo punto dall'Inter, sfruttando la sconfitta dei cugini a Catania venerdì scorso. Detta così sembrerebbe la classica serata perfetta e, invece, abbiamo dovuto provare le pene dell'inferno per poi gioire e festeggiare, perchè è stato tutt'altro che facile conquistare i tre importantissimi punti e la vittoria soffertissima è arrivata solo all'inizio del recupero del secondo tempo grazie ad un'incredibile invenzione di Seedorf che ha silurato Sorrentino con un tiro pazzesco di rara potenza e precisione che è andato ad infilarsi imparabilmente all'angolino. Fino a quel momento il Milan aveva sofferto molto, stentando in avvio, rischiando di andare sotto in un primo tempo deludente, reagendo rabbiosamente nella ripresa, producendo un assalto generoso ma a volte confuso e sprecando alcune buone occasioni davanti alla porta. Non è stata una bella partita, non è stato un grande Milan, ma il delirio finale per il gol di Seedorf cancella in un attimo tutte le brutte sensazioni di novanta minuti sofferti e riapre definitivamente la lotta per lo scudetto; questo era il vero obiettivo della serata e averlo raggiunto è la cosa più importante. Purtroppo la grande gioia per la vittoria è mitigata dal grave infortunio occorso a Beckham, che si è rotto il tendine d'Achille, chiudendo la sua stagione e dovendo rinunciare al sogno di partecipare ai Mondiali. Ora i compagni hanno un motivo in più per cercare di vincere questo scudetto in cui David ha sempre creduto da quando è tornato al Milan in gennaio; i giocatori gli hanno dedicato la vittoria, ma sarebbe bello potergli dedicare qualcosa di più grande e più bello, perchè anche questa sera Beckham ha dato il suo importante contributo con una prestazione gagliarda, lottando su ogni pallone e cercando di scardinare l'arcigna difesa del Chievo con i suoi inserimenti e i suoi cross.

Leonardo ha qualche problema di formazione, soprattutto in difesa: senza Nesta, Bonera e Antonini, deve rispolverare Favalli centrale e rilanciare Zambrotta a sinistra, con Abate a destra e Thiago Silva secondo centrale; a centrocampo ci si aspettava l'inserimento di Seedorf davanti a Pirlo e uno fra Ambrosini e Gattuso, invece l'olandese parte dalla panchina e giocano sia Ambro che Ringhio; in avanti era tutto già deciso, con Beckham a fare il vice-Pato, ovviamente con altre caratteristiche, al fianco di Borriello e Ronaldinho. Purtroppo nemmeno la sconfitta dell'Inter a Catania e la prospettiva di poter andare a -1 dalla vetta risveglia l'entusiasmo del popolo rossonero e la voglia di gremire San Siro per trascinare i ragazzi; chi si aspettava uno stadio pieno sarà rimasto deluso, perchè i presenti sono davvero pochini rispetto all'importanza della partita, fondamentale sia per la rimonta in classifica, sia per ripartire spediti dopo la tremenda delusione di Manchester, che rischiava di lasciare il segno; per fortuna il risultato di Catania è venuto in soccorso di Leonardo nell'opera di rimotivazione del gruppo e anche la Curva Sud ha fatto il suo, accogliendo con applausi, cori e striscioni di incitamento i giocatori al momento del riscaldamento e facendo capire che per i veri tifosi la disavventura dell'Old Trafford è già messa alle spalle e dimenticata, perchè questa volta, contrariamente alle ultime stagioni, fallito l'obiettivo europeo ce n'è un altro su cui puntare e, quindi, bisogna restare uniti e compatti per cercare di raggiungerlo.



Ti aspetti un Milan all'arrembaggio e caricatissimo per dimenticare Manchester e sbranarsi il Chievo avvicinandosi all'Inter e, invece, dopo un buon avvio e il tiro fuori di Ronaldinho, la squadra si spegne, imbrigliata dalla formazione di Di Carlo che dimostra che l'ottimo andamento in trasferta e una delle migliori difese del campionato non sono frutti del caso: i clivensi si chiudono bene e ripartono con pericolosità, sono aggressivi, ordinati ed efficaci e il Milan va in confusione. Bisogna aspettare le metà del tempo e un colpo di testa in torsione di Borriello per avere qualche emozione, un po' poco per un squadra che deve vincere a tutti i costi. I giocatori del Chievo sono molto fallosi e almeno ciò ha il vantaggio di avere molte punizioni a favore, ma i tiratori rossoneri non ne sanno approfittare. Un diagonale fuori di Ambrosini chiude la produzione offensiva del Milan nel primo tempo e apre un finale di frazione di gioco da brividi: Mantovani colpisce la traversa con un colpo di testa sovrastando Abate che si fa male in caduta (distorsione al ginocchio) e deve lasciare il posto a Oddo; Yepes segna raccogliendo una respinta difficoltosa di Abbiati su tiro di Pinzi, ma Morganti annulla per fuorigioco. Milan deludente, soprattutto per chi si aspettava una gara all'assalto e per questo c'è anche qualche fischio ad accompagnare la squadra negli spogliatoi.

Per fortuna l'intervallo serve a riordinare le idee e a dare la carica e il Milan inizia molto meglio la ripresa, sfiorando il gol con un colpo di testa di Ronaldinho; i rossoneri spingono in modo anche disordinato, il Chievo prova ad approfittarne in contropiede e quando Pellissier scappa verso Abbiati lo salta con una palombella e prova ad infilare a porta vuota sembra materializzarsi un altro incubo, ma l'attaccante tira debolmente, l'azione sfuma e si può tirare un gigantesco sospiro di sollievo sugli spalti. Pungolato dal pericolo corso, il Milan si rigetta in avanti e Ronaldinho colpisce un clamoroso palo con un bel tiro a girare dalla traiettoria pressochè perfetta ma sfortunata e anche questo sembra un inequivocabile segno del destino che la rimonta debba rimanere un miraggio irrealizzabile. Leonardo vuole vincere a tutti i costi e mentre il popolo rossonero chiede "undici leoni", il mister cambia formazione mandando in campo Inzaghi al posto di Gattuso; l'adrenalinico Pippo ha il merito di dare un'ulteriore scossa alla squadra, ma questo schieramento lascia ampi spazi alle ripartenze del Chievo e il tiro al volo di Luciano lo dimostra. In fondo non c'è scelta: per vincere bisogna sbilanciarsi e ben vengano i brividi se ciò vuol dire aumentare la pericolosità in attacco; la squadra, però, è anche un po' stanca, l'assedio è generoso ma spesso confuso e disordinato. Inzaghi ha il pallone buono in area e, con un falco delle aree di rigore come lui, sembra fatta, ma Pippo incespica sul pallone al momento meno opportuno e l'occasione sfuma, per la disperazione dei tifosi sugli spalti. Leonardo prova anche l'ultima mossa, inserendo Seedorf al posto di Pirlo e sbilanciando ancor di più la squadra. Un altro tentativo di Luciano fa tremare, ma un altra bella conclusione di Ronaldinho, questa volta sul fondo, rincuora, poi Dinho inventa un delizioso assist per Beckham che a tu per tu con Sorrentino non riesce a scavalcarlo e spreca l'occasione; purtroppo è l'ultima giocata dell'inglese in questa stagione, perchè poco dopo arriva il terribile infortunio a metà campo mentre David è in possesso di palla. Il Milan rimane in dieci ma non si arrende e continua a provarci con la forza della disperazione, ma le speranze sembrano svanire minuto dopo minuto e la sensazione di aver sprecato un'occasione d'oro comincia a farsi strada nelle menti dei giocatori e dei tifosi. Finchè c'è vita c'è speranza, recita un famoso proverbio e allora ecco che all'inizio del recupero Seedorf parte da solo dalla trequarti, vince un rimpallo e scaglia in porta un tiro meraviglioso che incenerisce Sorrentino e demolisce finalmente il fortino clivense. Delirio totale sugli spalti e gran festa anche in campo; il popolo rossonero saltella, si abbraccia, urla tutta la sua gioia dopo novanta soffertissimi minuti e i giocatori festeggiano con un grande abbraccio all'autore della prodezza. Le lancette degli orologi, che sembravano correre velocemente quando la sfida era in parità, ora sembrano improvvisamente bloccate e i residui minuti di recupero non passano mai; la gente ha il cuore in gola, la tensione è a mille e Ronaldinho prova ad interromperla con un'azione personale e un tiro bloccato, però, da Sorrentino. Finalmente il fischio finale arriva e la gioia può esplodere in campo e sugli spalti, perchè una partita complicata è stata risolta all'ultimo respiro con la prodezza di un fuoriclasse.

La cartolina finale da San Siro è l'abbraccio collettivo dei compagni a Seedorf, saltellando tutti insieme come fa anche il pubblico sulle gradinate; una scena che ricorda molto quella della partita di andata, quando il festeggiato era Dida che aveva compiuto una parata miracolosa prima del gol vittoria di Nesta, anche quello realizzato nel finale; cambiano i protagonisti ma non la sostanza, ovvero due vittorie in extremis che in momenti diversi della stagione hanno rilanciato il Milan e gli consentono di essere ora ad un solo punto dalla vetta; per questo usciamo dallo stadio euforici ed entusiasti, sognando di completare una rimonta che avrebbe dell'incredibile e lanciando qualche "dedica affettuosa" ai cugini. E' stata una serata sofferta ma il finale esaltante ha cancellato come d'incanto i patimenti e si sa che queste sono le vittorie più belle ed importanti, anche se l'altro lato della medaglia è la constatazione che la squadra ha faticato tantissimo e rischiato di rovinare tutto proprio sul più bello, ma quando hai in squadra autentici fuoriclasse come Clarence Seedorf è proprio vero che la speranza è l'ultima a morire e ci si può sempre aspettare un colpo di coda del Diavolo che trasformi il tormento in estasi!

per Milannews.it

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