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Perché al Milan conviene uscire dall’Europa League per il campionato. La lezione di Amorim: “Fermarsi al derby è da piccola squadra”

autore
Franco Ordine
per Milannews.it
Oggi alle 08:26Editoriale
autore Franco Ordine
05.11.2026 08:26Editoriale

Può sembrare una provocazione e invece si tratta di una brutale lezione di realismo. Se fossi nel Milan lascerei perdere l’Europa League. E non solo perché le statistiche, nel calcio, non mentono. Anzi raccontano la verità. E documentano che mai una squadra, sia pure attrezzata per competere sui due fronti, e il Milan attuale non lo è certamente, è riuscita a fare strada in Europa league senza compromettere il cammino in campionato. Ci sono solo due esempi che portano a questa conclusione. Entrambi appartengono alla carriera di Antonio Conte. La prima volta, con la Juve lanciata verso lo scudetto dei record e dei 102 punti, preferì privilegiare quel dato e perse invece la grande occasione di poter disputare la finale di Europa League nella città di Torino. La seconda volta avvenne molto altro. Perché con l’Inter, Conte riuscì nell’estate del covid, a raggiungere la finale di Europa League poi persa ma nel frattempo era arrivato al secondo posto. A Gasperini con l’Atalanta è riuscita l’impresa continentale. Se giochi di giovedì e poi sempre di domenica, come capita al Milan, allora è difficile reggere sul doppio fronte. 

Anche perché nel frattempo la lista degli infortunati è diventata sempre più lunga. Adesso Chukwueze si è operato da uno specialista all’anca e il suo rientro è stimato intorno ai tre mesi. Unitamente ai lungo degenti Gabbia, Tomori e Saelemaekers, concentrati in un solo ruolo tutti gli assenti mi sembra un dato che non può essere certo colmato prima di gennaio. Ecco perché sostengo che il Milan deve rinunciare all’Europa league.

C’è un altro motivo e provo a riepilogare qualche puntata precedente. Quale credete sia stata la differenza tra il Milan esaltante visto nel derby sabato notte e quello deprimente invece segnalato contro il Bologna qualche giorno prima? Pensate davvero che le assenze degli 8-9 infortunati (risparmiati compresi) non abbia inciso? O pensate per caso che l’infortunio di Tomori non abbia complicato visibilmente la tenuta difensiva già precaria dei suoi? La mia risposta non può che essere una soltanto: il Milan può dedicarsi solo a un obiettivo.

Amorim, nella conferenza di mercoledì all’ora di pranzo, mi è molto piaciuto perché ha pronunciato un paio di frasi che devono essere scolpite e affisse nello spogliatoio di Milanello. “Le squadre che si dedicano solo alle grandi sfide sono piccole squadre!”. È verissimo. Ed è il grande errore commesso in passato da quei gruppi che avevano l’ambizione a vincere per censo ma che non inseguivano il successo se non saltuariamente, scegliendosi qualche partita da vincere per poi vivere di rendita durante il resto della stagione. E un derby non può consentire al Milan di vivere di rendita per una stagione. Ma bisogna anche, contestualmente, essere consapevoli dei propri limiti e delle proprie difficoltà. Se il Milan è quello schierato nei primi 60-70 minuti del derby ha un certo futuro, se invece deve far ricorso, come contro il Bologna, alla sua panchina allora l’obiettivo deve essere ridimensionato. Lo so: ci vuole un coraggio da leone per patrocinare una tesi del genere. Ma credo che sia meglio raccontare la verità piuttosto che nasconderla per non apparire cinici. 

per Milannews.it

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