Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Grazie presidente, trent'anni di sogni realizzati non si dimenticano

autore
Furio Fedele
per Milannews.it
martedì 9 agosto 2016, 00:00Editoriale
autore Furio Fedele
09.08.2016 00:00Editoriale

Io c’ero. Il 18 luglio 1986 quando sulle note della «Cavalcata delle Valchirie» di Wagner, Silvio Berlusconi atterrava con gli elicotteri all’Arena Civica d Milano con a bordo i suoi giocatori eravamo diverse migliaia con il naso all’insù. Increduli, sicuramente curiosi di capire cosa stava iniziando. Come «americanata» non era male. Ma il calcio, fin da quando è nato, è una cosa maledettamente seria. Anche perchè c’è poco da scherzare. Nella tua vita puoi cambiare tante cose, anche le più assurde e improbabili, ma la squadra di calcio no. Mai. Anzi ci sono dei momenti in cui più la tua squadra va male e più ti affezioni. Senza pudore e timore.

RICONOSCENZA. Nel calcio la riconoscenza non è mai esistita. Tanto meno in quello di adesso. Il flusso di danaro, di onori e di popolarità è tale, che chi ne ha beneficiato non può certo lamentarsi. A maggior ragione se non ha saputo capitalizzare il destino benevolo. Il presidente Berlusconi si è congedato esattamente nella maniera opposta con il quale si era annunciato. Un comunicato dell’ammiraglia Fininvest, le immancabili foto di rito con i cinesi sorridenti, qualche battuta raccolta qua e là da amici e amici degli amici. L’importante, però, è che Berlusconi abbia sventato l’avvento di chi non aveva i requisiti per raccogliere la sua eredità. Pesante, pesantissima che non può essere certo sottovalutata con
il Milan scivolato, dopo 3 campionati consecutivi fallimentari, ampiamente ai margini dell’Europa.



ADDIO. Quello della Dinastia Berlusconi sembra destinato a essere un addio. A differenza quanto è accaduto nell’Inter dei Moratti e, a maggior ragione, della Juve degli Agnelli, nessun erede del presidente sembra in grado di riaffacciarsi, a breve, sulla ribalta rossonera. Poco male, anche perchè con c’è tempo e spazio per i sentimentalismi. Il calcio è fatto di risultati, di vittorie e, conseguentemente, di trofei. Nella antica e indimenticabile sede di via Turati una delle maggiori godurie era far
intervenire ogni fine stagione il falegname per ampliare e rinforzare le mensole e le bacheche della sala delle Coppe che rischiavano di cedere sotto il peso di nuovi cimeli.

RICORDI. Di ricordi non si vive. Continuando a guardarti indietro nella vita di ciascuno di noi, rischi di immalinconirti e distrarti. Non vai più avanti o ci vai troppo piano. Gli altri ti superano e tu neanche te ne accorgi. Sicuramente i trionfi in campionato e nelle Coppe restano indelebili. Ma, per favore, adesso basta nelle auto-citazioni di una storia vera e concreta, ma non più attuale. Forse il calcio non è cambiato più di tanto, ma il mondo sì. Anche perchè questo mondo del pallone si amplia, si dilata e si rigenera automaticamente. L’enorme platea dei tifosi sta comodamente seduta a godersi l’evoluzione del mercato, del campionato in contemporanea con le Coppe. Mille canali web e televisivi «cucinano» il pallone in tutte le salse. E nessuno dà segnali di inappetenza o, peggio ancora, di sazietà. Anche perchè, come diceva il
Divino Van Basten, in Italia una partita inizia quando finisce quella precedente... Purtroppo per i milanisti è finita l’era di Silvio Berlusconi... Speriamo che non ci sia troppo da pentirsene...

per Milannews.it

Altre notizie