Caso Ibra, anche Allegri esce allo scoperto: ora tutto è possibile
Salvatore Trovato
Dopo Ariedo Braida, Mino Raiola e Pep Guardiola, mancava solo lui, escludendo naturalmente Adriano Galliani, da alcuni giorni ormai in religioso silenzio. Anche Massimiliano Allegri, dunque, si è sbilanciato sul "caso" Ibrahimovic, sollecitato dalle domande dei cronisti presenti a Milanello per la conferenza di vigilia del trofeo Berlusconi. "E' un campione, non lo scopro io - ha detto Mister Max -. Averlo in squadra sarebbe importante ma, per adesso, parlo solo dei giocatori del Milan". Insomma, a questo punto, dopo l'ennesima dichiarazione fatta in casa sul campione di Malmö, il sospetto viene: una trattativa, o quantomeno un pensierino esiste, è inutile negarlo. Un sogno non nascosto, prima da Braida, ora da Allegri. Il Milan ci sta pensando, dunque, nonostante il silenzio enigmatico di Galliani.
Poi, tra il dire e l'acquistare, c'è di mezzo un mare grosso così, dalle mille sfaccettature, dal nodo Huntelaar (l'olandese non vuole andar via) all'ingaggio faraonico del Genio svedese, dalla modalità del trasferimento all'inserimento in squadra. E' proprio questo, infatti, uno dei punti toccati dal tecnico rossonero: "Problemi nello spogliatoio derivanti da Ibra? Io conosco Ibra sul piano tecnico, per quello che gli ho visto fare sul campo, non lo conosco dal punto di vista umano - ha affermato Allegri -. Le persona prima vanno conosciute, poi si danno i giudizi". Che tradotto vuol dire, "chi se ne frega, Ibra è Ibra, tutto il resto è noia". Se è vero, come dicono, che una manciata di indizi fanno una prova, qui siamo quasi alla risoluzione del caso, anche perché il Trofeo Gamper si avvicina e, soprattutto, manca poco alla chiusura di questo cervellotico mercato. Per la serie, "chi vivrà, vedrà...".


