Amorim stravince il Derby con Chivu: difendersi col possesso, l'abbraccio a Carlos Fernandes e la battuta a Cardinale
Manuel Del Vecchio
"Ho zero invidia per Chivu, sono già nel posto giusto, cioè al Milan e non all'Inter" aveva detto Amorim alla vigilia di Milan-Inter, rispondendo ad una domanda molto specifica sul fatto se invidiasse qualcosa all'allenatore dei nerazzurri. Una dichiarazione, comunque rispettosa, che ha acceso e dato un po' di pepe ad un Derby che si vive sempre con grande passione. L'allenatore portoghese non ne aveva mai fatto mistero: già anni fa aveva dichiarato profondo amore per i colori rossoneri. Vivere un Derby della Madonnina da protagonista sarà stato ancora più speciale.
Il Milan però non ci è arrivato bene: la sconfitta, con fischi annessi, contro il Bologna a San Siro aveva messo un po' in apprensione l'ambiente. A calmare le acque ci ha pensato, un po' a sorpresa, Cardinale: ha espresso grande fiducia nel mister, defininedo il loro rapporto "unbreakable" e paragonandolo al wingman di Top Gun, e ha voluto dare senso di unità e coesione organizzando una cena con diverse leggende rossonere, poi invitate allo stadio ieri sera.
Questo ha permesso ad allenatore e squadra di prepararsi con serenità e concentrazione. E Amorim ha stravinto il confronto con Chivu. Vero che l'Inter ha dovuto fare a meno di Lautaro e aveva Esposito e Bonny non al meglio, ma al Milan mancavano Chukwueze, Gabbia, Saelemaekers, Tomori e Loftus-Cheek. Insomma, entrambe le squadre avevano le loro difficoltà.
L'approccio e l'organizzazione ha fatto la differenza: il Milan ha iniziato con grande ritmo e grande propositività con un possesso palla prolungato. Il primo gol, il colpo di testa di Pulisic su cross di Moreira, arriva dopo una lunghissima serie di passaggi: la squadra ha mosso bene il pallone, ha avuto pazienza, non ha forzato la giocata e in ogni zona del campo calpestata nell'avanzata verso la porta di Martinez ci sono stati i movimenti giusti.
Il secondo gol, quello di Rabiot, ha messo in mostra uno dei "segreti" del tecnico portoghese: si chiama Carlo Fernandes ed è il collaboratore che si occupa delle tattiche sui calci piazzati. Il tagliafuori di Diawara, che si piazza volutamente davanti Carlos Augusto al momento della battuta di Moreira, è una giocata da NBA. Rabiot arriva sul pallone indisturbato grazie al movimento sincronizzato del compagno e può insaccare in rete con un tocco morbidissimo. San Siro esplode di gioia e tutta la panchina rossonera va ad abbracciare Fernandes: i tifosi dello United lo rimpiangono parecchio.
L'Inter comunque è un avversario di valore e c'è una reazione, soprattutto dopo il gol di Bastoni. Il Milan si ricompatta, resiste, difende bene anche con un blocco basso e poi colpisce con uno splendido calcio di punizione di Moreira al termine del primo tempo. Nella ripresa arriva finalmente un salto di qualità che in tanti aspettavano: la squadra muove la palla quasi con il telecomando, seguendo le indicazioni di Amorim, e "difende col possesso" proprio come predica da inizio anno l'allenatore portoghese. L'Inter corre e si stanca, il Milan fa girare la palla con sicurezza. Quando c'è qualche preoccupazione si va da Modric e torna il sereno: Amorim ha capito che il croato è troppo importante. Questo nuovo centrocampo con Musah e Rabiot lo "protegge" e dà più certezza a tutta la squadra. Il Milan vince 3-1 e porta a casa 3 punti con grande merito.
A fine partita poi arrivano altre sensazioni positive dal mister: si dice contento per i giocatori e per i tifosi, ma fa trasparire come gli bruci ancora per la partita di Bologna. Il discorso è semplice: vincere il derby è strepitoso, ma senza avere continuità di risultati è fine a sé stesso. Sta a lui trovare la soluzione e lo sa bene. Chiude con una battuta sulle dichiarazioni di Cardinale: "L’obiettivo, come ha detto Cardinale, è sempre di vincere lo scudetto. E dobbiamo essere onesti: sarà dura riuscirci già al primo anno. Ma ci batteremo in ogni partita. A Milanello il nostro obiettivo è di tornare a vincere lo scudetto. Top Gun è davvero un gran film, ma nel primo il wingman muore… (ride, ndr). Proverò a concentrarmi di più sul secondo capitolo”.


