La prova di forza di Guardiola allontana Ibra da Barcellona
Pietro Mazzara
Quattro a zero, con tripletta di Messi e risultato dell'andata ribaltato già nel primo tempo senza soffrire e creando numerose palle da gol non sfruttate e con il neo acquisto, mister 40 milioni, David Villa, ed il match winner dei mondiali, Andres Iniesta, seduti in panchina. E' questa la fotografia della prestazione del Barcellona varato ieri sera da Pep Guardiola e che ha centrato la remuntada ai danni del Siviglia. Una rimonta avvenuta con Zlatan Ibrahimovic in panchina, isolato praticamente da tutti e non degnato neanche di uno sguardo da parte del tecnico catalano che, lasciando fuori lo svedese e vincendo in maniera così prorompente, con tre prodotti della cantera in attacco, ha dato vita ad una dimostrazione di forza non indifferente ed ha lanciato un chiaro monito ad Ibra ed al suo entourage: io non vi voglio più a Barcellona ma se rimanete, sappiate che le regole le detto io.
Le regole sono le gerarchie in attacco dove, Zlatan, risulta essere il quinto attaccante, sopravanzato perfino da Bojan Krkic, uno che sembrava sul piede di partenza. Le parole di Galliani, tornato a proferir verbo dopo tempo immemore, potrebbero smorzare l'entusiasmo del popolo rossonero ma i condizionali utilizzati, troppi per una smentita che sia credibile, e il riferimento all'ultima settimana di mercato come lasso temporale nel quale poter partorire qualcosa, sono dei dati significativi che la trattativa sta viaggiando nel tunnel delle smentite e che, presto, prenderà, forse, l'accelerata decisiva.


