Impatto devastante
Pietro Mazzara
Probabilmente nessuno si sarebbe mai immaginato un impatto così devastante da parte di Robinho sul campionato italiano e, più largamente, nel mondo Milan.
Arrivato l’ultimo giorno di mercato, per circa 18 milioni di euro dal Manchester City grazie all’intermediazione, ancora una volta, di Mino Raiola, l’ex punta del Real Madrid era stato accolto sia dall’entusiasmo dei tifosi che dallo scetticismo degli addetti ai lavori per la sua fuga in Brasile negli ultimi sei mesi del 2010.
Dopo una serie di partite non all’altezza del suo nome, con anche qualche gol fallito di troppo come contro l’Ajax nella gara di Amsterdam, il numero 70 rossonero si è sbloccato nella gara interna con il Chievo, mettendo a segno il gol del definitivo 3-1 e cambiando decisamente marcia.
Gli infortuni di Pato, l’inconcludenza di Ronaldinho e il ginocchio di Inzaghi gli hanno aperto, in maniera inesorabile, le porte dell’undici titolare dal quale non è più uscito diventando, nel tempo stesso, uomo fondamentale per la manovra offensiva e creando una grande empatia con Zlatan Ibrahimovic.
Neanche l’arrivo di Antonio Cassano ne ha messo in dubbio il posto e da quando il Milan è tornato al 4-3-3 a giocarsi la terza maglia la davanti sono l’ex doriano e Alexandre Pato.
Binho, allo stato attuale, si è confermato un grande acquisto ad un prezzo sostanzialmente basso per il suo valore e i suoi 10 gol in campionato testimoniano la bontà del suo ingaggio.
La pausa concessa da Allegri alla squadra servirà anche a lui per ricaricare le pile visto che, a breve, ci sarà il trittico decisivo per il futuro della squadra.


