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La squalifica Gattuso? Un motivo in più per arrivare alla finale. Tormentone Ibra-Pato: insieme si può

autore
Giulia Polloli
per Milannews.it
mercoledì 23 febbraio 2011, 00:00Milanello in rosa
autore Giulia Polloli
23.02.2011 00:00Milanello in rosa
Giulia Polloli
Giulia Polloli

Non ne aveva bisogno, il Milan, ulteriori motivazioni per tornare dall’Inghilterra con una vittoria rotonda.
Ora ne ha cinque: una per ogni giornata di squalifica inflitta a Gattuso che per calcare ancora quest’anno la scena della Champions, chiede un “piccolo” sacrificio ai compagni: arrivare in finale.
Punizione esemplare quella dell’Uefa che, Platini docet, vuole dare un forte segnale contro la violenza nel calcio, a favore invece del fair play.
E ribadisco, pur avendo già espresso il mio pensiero: il gesto di Gattuso va punito, ma forse dimentichiamo qualche altro protagonista in questa storia, che però ormai appartiene al passato.
Tornando invece al presente, ancora si parla del tormentone Ibra-Pato. Con il brasiliano seduto in panchina e lo svedese “seduto” in campo per la fatica. Eppure le scelte di Allegri lo hanno portato in vetta alla classifica e neppure quella che fu la “fatal” Verona riesce a contenere la voglia di successo del Milan.
Partita non perfetta, “la par condicio” (idea morattiana) arbitrale mantiene inalterato il divario tra Milan e Inter, Robinho e poi Pato portano il regalo atteso per il quarto di secolo del Milan targato Berlusconi in attesa dello scontro diretto di lunedì sera a S.Siro tra Milan e Napoli.
Napoli che evoca nella memoria dei tifosi rossoneri altri testa a testa, in altri anni, con altri campioni.
“Vi aspetta l’inferno” dicono i tifosi del Villareal in un video indirizzato proprio a Cavani e compagni che incontreranno gli spagnoli giovedì. E mai urlo di guerra potrebbe essere più azzeccato pensando all’arena su cui si scontreranno le forze titaniche del nostro campionato.
Allegri potrà contare sul rientro di Boateng, sull’arma Van Bommel a centrocampo, sul solido muro difensivo issato dalla coppia Nesta e Thiago-Silva. E osando potrebbe contrapporre alla squadra di Mazzarri tutto il potere dirompente del reparto offensivo, schierando proprio in una gara così importante la coppia più chiacchierata della Milano rossonera.


Ibrahimovic e Pato potrebbero regalare magie, inventare giocate mozzafiato, capaci di zittire e poi far esplodere il tempio del calcio. Quelle giocate che piacciono tanto al presidente rossonero, che hanno fatto grande il Milan, quello di Sacchi, di Capello, per arrivare a quello di Ancelotti.
Questo è il passato con cui Allegri dovrà confrontarsi. Milan contro Napoli,ma anche presente contro passato, sogni di gloria contro trofei esposti in bacheca. Questo è il clima che circonda la prossima gara, dove i tre punti servono solo alla classifica, dove in palio c’è molto altro.
Per questo bisogna ripartire dalla vittoria risicata contro il Chievo, per analizzare lo stato mentale del Milan che non può accontentarsi di sedersi (nuovamente sedersi) dopo un misero vantaggio. Il Milan deve essere predatore vorace, deve imporsi all’avversario, far pesare il suo essere capolista confermando ogni domenica sul campo il suo primato.
Gli avversari arrembano? Il Milan deve ringhiare, esattamente come ci ha insegnato Gattuso, sul campo. E come Gattuso lottare fino all’ultimo secondo, fino all’ultima goccia di sudore e sangue. Il Milan non è fatto di marziani, ma di uomini, esattamente come quelli che venticinque anni fa, all’Arena civica di Milano scesero dal cielo accompagnati dal rumore delle pale degli elicotteri.
No, non erano marziani, ma hanno compiuto imprese sovrumane. Si sono uomini e hanno così scritto la nostra storia.
 

per Milannews.it

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