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Allegri, zero preoccupazioni: "Il derby è più importante per loro". Siamo sicuri?

autore
Salvatore Trovato
per Milannews.it
domenica 27 marzo 2011, 08:00Primo Piano
autore Salvatore Trovato
27.03.2011 08:00Primo Piano
Alberto Fornasari
Alberto Fornasari

Il derby è ormai alle porte, nonostante i sette giorni di distanza. La tensione cresce con l’avvicinarsi del grande evento, forse il match decisivo per lo Scudetto. Forse, appunto, anche perché, conti alla mano, un pareggio rimanderebbe ancora la questione, con Napoli e Udinese pronte ad aggredire la vetta, alimentando lo spettacolo, per un campionato mai così incerto e coinvolgente.
Ma il derby è il derby, scalda i cuori degli appassionati, anche quando non c’è in palio il tricolore. Inevitabile, dunque, non esaltare questa sfida, soprattutto, come in questo caso, quando alle spalle c'è una classifica cortissima. E poi, diciamocela tutta, una sfida, o meglio, una corsa tra Milan e Inter per il titolo, con tutto il rispetto per le altre, è decisamente più appassionante.
I rossoneri preparano la stracittadina con il cuore in gola, dopo i due passi falsi con Bari e Palermo, che hanno permesso ai cugini di avvicinarsi pericolosamente. Allegri, comunque, resta fiducioso e si affida ai numeri, snocciolando la storia di questo campionato: "Abbiamo il terzo attacco e la migliore difesa, quindi non sono assolutamente preoccupato", ha dichiarato ai microfoni di Sky Sport.
La sterilità offensiva messa in cattiva mostra dalla squadra nelle ultime settimane, dunque, non lo preoccupa: "Durante l’arco di un campionato - sottolinea -, ci stanno due o tre partite dove l’attacco possa anche non segnare. Credo sia anche una cosa normale e fisiologica.

Però i gol nelle gambe li hanno e da qui alla fine ne realizzeranno altri". L’importante è segnarli al momento giusto.
Un problema, quello del gol, non certo legato al singolo: le problematiche, infatti, stanno nella manovra offensiva, spesso lenta e prevedibile, povera di verticalizzazioni veloci. Il modulo, però, secondo Allegri, c’entra poco: "Credo che, 4-3-1-2 o 4-3-3, l’importante è avere il giusto equilibrio, soprattutto una buona fase offensiva, cosa che, ultimamente, non abbiamo fatto benissimo".
Impossibile nascondere, comunque, un dato di fatto evidentissimo: la flessione, in termini di gol, è coincisa con il calo di Ibrahimovic: Pato, Cassano e Robinho non hanno certo brillato. Uno di loro, almeno inizialmente, guarderà il derby dalla panchina, anche per necessità: "Con Ibra fuori, ho solo tre attaccanti, Cassano, Binho e Pato, quindi, ne giocheranno due", ha precisato Allegri.
Come detto, però, non sarà certo il singolo a cambiare le carte in tavola, a meno che non si chiami Zlatan Ibrahimovic, l’unico, a conti fatti, in grado di spostare - da solo! - gli equilibri di una partita, con il suo strapotere tecnico e fisico: "L’importante sarà giocare da squadra, come il Milan ha sempre fatto, cercando di ridurre al minimo gli errori, perché l’Inter davanti ha sicuramente un grande potenziale".
Impossibile discutere il potenziale offensivo dell’Inter, anche se, con ogni probabilità, sarà il fattore "carattere" a determinare l’esito del derby, importantissimo per entrambe le squadre, forse più per l’Inter, secondo il tecnico rossonero: "Quello che conta è vincere lo Scudetto. Il derby è una grande partita, però, ai fini della classifica è molto più determinante per loro che per noi", ha ribadito Allegri, provando forse a spazzare via la tensione.
Importante o no, decisivo o meno, battere l’Inter diventa quasi una necessità, soprattutto per chi ha buttato via un buon margine di punti, scivolando proprio sul più bello. Ancora sette giorni, poi sarà spettacolo. Indimenticabile? Beh, sarà il campo a stabilirlo.

per Milannews.it

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