Derby senza Ibra: giusto così ma che presa in giro!
Andrea Distaso
Eccoci, dunque, alla settimana della verità. Quella che si concluderà con un derby importante come non mai, ma anche con un occhio interessatissimo alle vicende parallele delle outsider di lusso, Napoli e Udinese (impegnate rispettivamente contro Lazio e Lecce). Non ci sarà Ibrahimovic e di per sé non è una gran notizia; il referto dell'arbitro Brighi (colui che lo espulse durante Milan-Bari) era impietoso e non dava scampo ad interpretazioni, di condotta violenta si è macchiato e meno di 3 turni di stop non si poteva dare.
Peccato che poi il Giudice sportivo Tosel, prima, e la Corte di giustizia federale, in seconda istanza, abbiano commesso una serie infinita di disastri, uno più incredibile dell'altro. Il primo, mettendo sullo stesso piano la manata dello svedese con la testata proditoria di Radu a Simplicio nel derby di Roma (tanto per fare un esempio), la Corte sbugiardando in parte la lettura che l'arbitro Brighi aveva dato dell'episodio e applicando un'inutile par condicio anche per Radu e il parmense Galloppa, che a loro volta si sono visti ridurre di una giornata le proprie squalifiche (da 3 giornate a 2).
Lo sconto concesso a Ibrahimovic, oltre ad essere una palese violazione del regolamento (non si scappa, la condotta violenta resta tale oppure, qualora venga declassata a comportamento antisportivo, si passa ad una partita di stop), suona anche come una presa in giro per tutti quanti. E' come se fosse stata riconosciuta, riguardando le immagini televisive, l'eccessiva severità della punizione inflitta al rossonero ma, resisi conto che il calendario del campionato avrebbe messo di fronte le prime due della classifica nel prossimo week end, si è preferito evitare qualsiasi tipo di polemica. Immaginate cosa avrebbero mormorato dall'altra parte del naviglio se Ibra avesse avuto la possibilità di giocare il big match del Meazza. E già penso che a quello che potrebbe toccarci sentire se a Firenze lo svedese risultasse decisivo in un'eventuale vittoria; sono pronto a scommettere che da Corso Vittorio Emanuele e dintorni i lamenti sarebbero comunque copiosi.
Tanto per tagliare la testa al toro, avevo condiviso la sanzione di 3 giornate e non condivido dunque la riduzione di pena. Allo stesso tempo, vorrei che gli organi giudicanti iniziassero ad utilizzare un metro più equanime per tutte le casistiche annoverate nella categoria della “condotta violenta”. Una manata in pancia non può avere lo stesso peso di una testata in pieno petto (Eto'o in Chievo-Inter), al volto dell'avversario (ancora Radu) o una scarpata in faccia da terra (Melo in Juve-Parma). Siccome il regolamento prevede una squalifica di ALMENO tre partite, questo significa che il Giudice sportivo ha poi il diritto e dovere di valutare la differente gravità di ciascun gesto.
Detto questo, buon derby a tutti! E vinca davvero il migliore...


