L'infernale epopea stracittadina: tra esuli, rock star, amori avvelenati, cerberi e tante fiamme
Matteo Calcagni
Centosedici ore e quarantacinque minuti: è partito il countdown per una delle stracittadine più epiche degli ultimi decenni. Due filosofie completamente opposte si sfidano nella "Scala del Calcio": il Milan non avrà colui che ha contribuito, per tre anni, a riportare in alto in nome dell'Inter; l'Inter, invece, si stringe a colui che sembrava un icona milanista per eccellenza, salvo poi sbugiardarsi totalmente in pochi mesi. L'esule Zlatan Ibrahimovic, il protagonista del derby d'andata, non sarà di scena a San Siro. Si mangerà le unghie da spettatore, in attesa di tornare a seminare panico e distruzione tra le difese avversarie. L'"antico amante" Leonardo sarà invece al suo posto, sulla panchina nerazzurra, a ricevere un'accoglienza demoniaca dai suoi vecchi tifosi: il brasiliano cercherà di strappare la contesa al Diavolo, come sta cercando una "rivalsa" personale anche sul mercato, ma questa è un'altro capitolo, più o meno "Ganso". Allegri, che nelle ultime due sfide è parso meno lucido del solito, ha la chance di rifarsi nella partita delle partite. Sconfiggere l'Inter gli garantirebbe la consacrazione fra i sostenitori milanisti: in un sol colpo i rossoneri potrebbero avvicinarsi a grandi passi verso il titolo, battere l'ex dal dente avvelenato e, chiaramente, sconfiggere nuovamente i rivali di sempre. L'undici in campo sarà quasi obbligato, causa squalifiche ed infortuni ma, più che sugli uomini, la guida toscana dovrà lavorare sui tatticismi per imbrigliare il calcio di Leonardo: cultore sì del calcio fantasia, dell'attacco imprevedibile ed emozionale, privo però di una solida stabilità difensiva.
Caviglie permettendo, e ce ne sono due doloranti su tre effettivi, il Milan potrà contare su un attacco del tutto inedito: al vispo e "sambofilo" duo verdeoro formato da Robinho e Pato, come una furia ribelle, si unirà il multietnico, trequartista atipico, anarchico e devastante Kevin-Prince Boateng. Il ragazzone di Berlino, divenuto una vera "rock star" per il pubblico di fede rossonera, rappresenterà la variabile impazzita in una gara fondamentale: una spolverata di curry piccante su un festante motivetto carioca. Per tre moschettieri di stampo brasilia-tedesco-ghanese, a proteggere la porta dell'"Inferno", il Diavolo potrebbe affidarsi ad uno spaventoso "cerbero": mastino a tre teste che rappresenta la distruzione del passato, del presente e del futuro. Le tre zucche rabbiose potrebbero riprendere i volti di Gattuso, van Bommel e Flamini: in caso di forfait del centrale orange, il testimone passerebbe a Clarence Seedorf, forse all'ultima sua apparizione da "generale" nella contesa milanese. Thiago "o monstro" Silva e Alessandro "ministro" Nesta ergeranno il muro di cinta dell'ultimo baluardo Abbiati, coadiuvati dalle "scacchistiche" torri Abate e Antonini preparate all'arrocco, con il redidivo Zambrotta pronto al rientro. Un esercito che, in caso di necessità, potrà adunare freschi rinforzi dalla panchina, come Emanuelson e Cassano, mentre il meno diabolico di tutti, Nicola Legrottaglie, pregherà per i suoi dalle retrovie. Le trombe possono squillare, il pubblico radunarsi, l'epopea è in procinto di essere raccontata, il derby dei derby sta per cominciare e, mai come questa volta, potrebbe scatenarsi l'inferno!


