Lui ha il coraggio di dirlo
Federico Gambaro
Le critiche le ha sempre ricevute, spesso anche dai suoi tifosi. Molti lo reputano ormai un giocatore non più da Milan ma quando i concetti chiari e taglienti escono dalle sue labbra, allora chiunque, per un momento, torna a stringersi attorno al campione olandese rimandando a maggio il giudizio sul suo futuro in rossonero. Sì perché Clarence ha quel brutto vizio di metterci la faccia anche nei momenti più delicati (il 5 maggio nerazzurro o Istanbul, ne sono una prova) e di dire veramente come stanno le cose: questo derby è maledettamente decisivo. E se la linea, anche in casa rossonera, è stata quella in questi giorni di vedere la stracittadina di sabato come una delle ultime otto gare di campionato, allora la speranza che si tratti solamente di pretattica o di una ponderata scelta mediatica, è doverosa. Come i tifosi, Clarence toglie ogni velo e con sano realismo, invece, lo ammette: "Io dico che è decisivo, a livello psicologico soprattutto.
Chi dice il contrario è bugiardo. Noi giocatori sappiamo che è decisivo”. Non è la fine certo, come ha poi precisato lo stesso n°10, ma l’esperienza vuole che, in spogliatoio, tra le mura di Milanello e a San Siro prima e durante la gara, la tensione sia quella di una finale da dentro o fuori. Questo campionato si deciderà pure all’ultima giornata, ma non importa, sabato sera è già il 22 maggio, parola di Clarence.


