Superderby
Davide Bin
Questa volta la vigilia è stata molto lunga: complice la sosta per gli impegni della Nazionale, sono passate ormai due settimane dall'ultima partita giocata dal Milan e da quel momento nell'ambiente rossonero c'è un unico pensiero fisso che assilla la mente di tutti, il derby, che vale moltissimo. Un derby così non l'avevamo mai visto, verrebbe da dire, o forse sì e anche più importante, perchè esagerà un po' chi sostiene che questo sia il derby più importante della storia: in fondo qualunque risultato, nel bene o nel male, sarà molto indicativo ma non assolutamente decisivo per la classifica, mentre in passato ci sono stati addirittura derby validi per la Champions League che hanno decretato chi poteva proseguire il cammino e chi veniva eliminato e questo vuol dire essere davvero decisivo in una competizione; chi ricorda quella bollente (in tutti i sensi visto che c'erano quasi trenta gradi anche di sera) settimana di maggio 2003 in cui Milan e Inter si giocarono la qualificazione alla finale di Manchester sa benissimo che la tensione era a livelli altissimi (mai più raggiunti, nemmeno due anni dopo nella seconda occasione in cui le due squadre si sfidarono in Champions) e, infatti, lo stesso Galliani in questi giorni ha ricordato quei due derby di semifinale come i più ricchi di tensione, di emozione (e di felicità alla fine) nei venticinque anni di presidenza Berlusconi. Il derby che andrà in scena fra poche ore, invece, è molto importante ma non a quei livelli, perchè, se ci pensiamo bene, una squadra capace di fare solo un punto nelle due partite contro Bari e Palermo potrebbe anche vincere il derby ma poi "buttare via tutto" nelle restanti sette partite, non riuscendo comunque a difendere il primato, così come, al contrario, potrebbe succedere che l'Inter batta il Milan, effettui il sorpasso ma poi s'inceppi, paghi lo sforzo per la lunga rimonta (come accaduto già nel campionato italiano ad altre squadre in passato) e la "distrazione" della Champions in cui è ancora in corsa o, addirittura, potrebbe accadere che fra i due litiganti sia un terzo incomodo (Napoli o Udinese) a godere. In questi casi si parla troppo frettolosamente di "finale scudetto" o partita che decide tutto; è successo anche un mese fa in occasione di Milan-Napoli e, invece, si è visto che, purtroppo, quella vittoria dei rossoneri non è stata per niente decisiva, visto che questo è un campionato molto equilibrato e combattuto, la classifica è "corta" ed è difficile fare punti contro chiunque, quindi gli scontri diretti sono importanti, ma lo sono altrettanto le sfide contro le altre squadre. Ne sa qualcosa proprio il Milan, che si ritrova a giocarsi tutto o quasi nel derby proprio perchè ha buttato via punti preziosi contro l'ultima in classifica (e virtualmente retrocessa) e contro una squadra reduce da cinque sconfitte consecutive; con cinque punti in più ora i rossoneri potrebbero affrontare il derby con maggiore serenità e, forse, con Ibra in campo, perchè l'espulsione dello svedese contro il Bari è figlia anche del nervosismo accumulato in una partita che sembrava semplice e scontata e che, invece, si è rivelata ben più complicata. L'assenza di Ibra è grave, ma non deve diventare un alibi e, soprattutto, non deve deprimere l'ambiente (parlo anche di tifosi, alcuni dei quali sono fin troppo pessimisti sull'esito di derby e campionato): una grande squadra può e deve vincere anche senza il suo elemento migliore e se si vuole conquistare lo scudetto bisogna necessariamente dimostrare di essere una grande squadra, cosa che il Milan non ha fatto a Palermo, dove i rossoneri sono sembrati troppo condizionati (per non dire rassegnati) dall'assenza del loro uomo più decisivo. Allegri ha molte frecce al suo arco, ha avuto due settimane di tempo per "affilarle", ha potuto ricaricare le pile un po' scariche dei suoi giocatori e ha potuto meditare a lungo per trovare la formazione e il modulo giusto e ora anche lui deve dimostrare le sue doti di grande allenatore e motivatore nell'occasione più affascinante e importante. Il derby è già di per sè la partita più attesa della stagione, figurarsi quando può valere uno scudetto, quindi non si può sbagliare, anche se le ultime settimane hanno radicalmente cambiato lo scenario in classifica, l'umore dei due ambienti e i pronostici sulla partitissima: molti ritengono che ora sia l'Inter la favorita per il derby e, di conseguenza, per lo scudetto e ciò sta caricando a dismisura i nerazzurri e impaurendo l'ambiente rossonero, ma la squadra deve essere brava a non farsi devastare dalla tensione e dalla paura di perdere uno scudetto che sembrava già vinto, perchè sarebbe il modo peggiore per preparare una partita così sentita e importante.
Certo lo smacco di un sorpasso da parte dell'Inter allenata da Leonardo sarebbe un boccone troppo difficile da digerire e, forse, se ciò accadesse, Allegri dovrebbe cominciare a pensare di autoesiliarsi su un atollo sperduto nell'oceano per sfuggire alle ire di chi a suo tempo mandò via proprio Leonardo dicendo che se il Milan non aveva vinto lo scudetto era solo colpa dell'allenatore. Nell'ambiente rossonero ci sono l'esperienza e la maturità giuste per affrontare al meglio vigilie del genere, stemperando la pressione e la tensione, ma è chiaro che questa non è un'attesa come le altre e bene ha fatto Galliani a trasformarsi in "pompiere" e spegnere sul nascere i tentativi di infuocare la vigilia parlando di derby più importante e sentito del nuovo millennio o della storia. Ovviamente il discorso è molto diverso per i tifosi, per i quali la tensione e l'ansia salgono anche quando si gioca un derby amichevole, figuriamoci quando c'è in palio una bella fetta di tricolore; nessuno vuole prendere in consideraziione l'ipotesi che il "traditore" Leonardo possa beffardamente superare la sua vecchia squadra proprio nel derby, eppure è proprio questo l'incubo che agita le notti della vigilia e il rischio che si vuole esorcizzare a tutti i costi. E allora bisogna lottare tutti insieme, in campo e sugli spalti, perchè ciò non avvenga e ci vuole fiducia e convinzione che i tifosi devono trasmettere alla squadra e viceversa; lo stadio (ovviamente esaurito da giorni) sarà quasi completamente colorato di rossonero, visto che la società Milan ha deciso di riservare la vendita dei biglietti ai possessori della tessera "cuore rossonero", quindi questo potrebbe essere un piccolo vantaggio da sfruttare, che potrà diventare grande se il tifo sarà quello delle occasioni speciali; in effetti l'attesa è grandissima e l'atmosfera sarà magica, cosa che accade ad ogni derby ma questa volta, si presume, ancor di più; la posta in palio è altissima, anche se non assolutamente decisiva e questo amplifica tensioni e sensazioni di tutti i tifosi, di una città intera, visto che il derby è una partita magica o "maledetta", perchè è bellissimo vincerla così come è terribile perderla, figuriamoci quando ci si gioca uno scudetto. Ormai manca poco, ma l'ansia è destinata a salire ancora, inesorabilmente, fino al momento del calcio d'inizio, dopo le immancabili coreografie delle due curve e il cosiddetto "derby del tifo" che per i sostenitori delle due squadre è altrettanto importante; novanta minuti che dovranno decidere chi potrà vincere lo scudetto e chi dovrà perderlo, ma, come già detto, senza verdetti definitivi, perchè qualunque risultato lascerebbe ancora aperta ogni soluzione, anche se il timore più grande è che, in caso di sconfitta, il contraccolpo psicologico per i rossoneri (che sono in testa da quattro mesi e vorrebbero tanto rimanerci fino alla fine) sarebbe forte e, forse, irrimediabile. Meglio non pensarci, meglio provare a pensare positivo, perchè il derby sfugge ad ogni pronostico e spesso vince chi non è favorito, quindi teniamoci stretti quei due punticini di vantaggio e proviamo a difenderli o addirittura ad incrementarli, perchè un derby così raramente si era visto, soprattutto in campionato ed è l'occasione giusta per dimostrare che il Milan di Allegri è davvero una grande squadra capace di non tradire negli appuntamenti che contano, così come è avvenuto tante volte ai grandi Milan del passato in questi ultimi venticinque anni. Nessuna paura, siamo il Milan e speriamo che questa volta, contrariamente a quanto è successo a Palermo, anche chi scende in campo ne sia consapevole e giochi con grinta e determinazione, perchè questo è un superderby in cui è vietato fallire!


