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Milan-Inter: mentre le sirene russe chiamano Gattuso e Pirlo da forfait ,Seedorf ricorda il vero significato di questa stracittadina. Niente Ibra? Allegri dice che...

autore
Giulia Polloli
per Milannews.it
sabato 2 aprile 2011, 00:00Milanello in rosa
autore Giulia Polloli
02.04.2011 00:00Milanello in rosa
Giulia Polloli
Giulia Polloli

Ormai ci siamo. Mancano poche ore al fischio d’inizio del derby più sentito degli ultimi anni. Perché, checché se ne dica, anche i non intenditori percepiscono il retrogusto di scudetto che questo calice colmo di emozioni regala. Milan-Inter, all’ombra della Madonnina, potrebbe davvero essere la svolta di una stagione. E si sente già l’aria frizzante che solo il derby cittadino regala.
A nulla servono i mille commenti, a nulla servono le dichiarazioni date nei giorni scorsi circa l’importanza della gara. Non si pensa ad altro, la tensione è palpabile e, anche se la statistica non è una scienza esatta, più si esaminano i vari fattori e più la percentuale da associare alla parola scudetto in caso di vittoria diventa ragguardevole. Non sarà il derby di Pirlo, nemmeno tra i convocati di Allegri alla vigilia della gara. Sarà invece il derby di Gattuso che le sirene russe chiamano a gran voce offrendo compensi degni di uno zar. Sarà il derby di Clarence Seedorf,(anche se l’ombra di Van Bommel si fa sempre più densa) che proprio ieri ha festeggiato il suo trentacinquesimo compleanno, ancora pronto a dare il meglio di sé in quella che è diventata ormai la partita di una stagione, magari l’ultima anche per lui, dopo che per anni ha avuto la maglia rossonera appoggiata sulle spalle, come una seconda pelle.
Non sarà il derby di Ibrahimovic, uomo partita della gara di andata, uomo simbolo del primato rossonero. Sarà il derby di Leonardo, traghettato dal Caronte di turno sulla sponda nerazzurra in quello che però nulla ha a che vedere con l’inferno dantesco, ma che potrebbe tramutarsi in uno stadio infernale al suo ingresso sul campo.
E’ il secondo derby per Allegri, che con la sua solita calma affronta le domande dei cronisti e sviscera risposte schiette ai molti interrogativi del pre-partita.
La prima frecciata è proprio all’indirizzo del collega di panchina: Allegri pur non entrando nello specifico fa capire quanto l’attraversamento del Naviglio sia stato disdicevole a suo giudizio da parte di un uomo che ha dedicato per anni le sue fatiche alla causa rossonera. Il tecnico toscano è lapidario: dopo otto mesi per lui passare dall’altra parte sarebbe difficile.

A buon intenditor …
La seconda risposta al vetriolo, in senso lato a dir la verità, è per chi gli chiede cosa vuol dire giocare il derby senza Ibrahimovic: semplicemente, secondo il mister rossonero, vuol dire che al suo posto giocherà qualcun altro.
Parole che sembrano sottolineare un velato turbamento interiore, ma chi ben conosce l’atmosfera del derby sa che si tratta della quiete che si crea prima di una tempesta, quando il cielo lentamente va coprendosi di un color piombo e l’aria sembra placarsi. Ma poi basta un boato, un fulmine per far scatenare tutta la potenza del temporale.
E metaforicamente il Milan sembrava essersi rabbuiato in questi giorni. Tante parole spese quasi per creare tensione, per far nascere dubbi a chi invece dovrebbe solo ricordare di essere in testa alla classifica e di non esserci lì per caso, senza neppure sfogliare il giornale di turno per averne conferma (!). Prestazioni non sempre idilliache, ma un gioco che si è evoluto e che è diventato duttile, solo da rimodellare a seconda dell’avversario.
Qualche nuvola plumbea quindi si è aggiunta al periodo altalenante di risultati e sono convinta che stasera il Milan scatenerà la tempesta perfetta. Tempesta su cui la barca nerazzurra dovrà dimostrare di saper navigare nel mare rossonero denso di insidie. Ovviamente l’Inter sarà all’altezza della prestazione. Inutile sperare o pensare il contrario, sarà una lotta tra titani quella sul prato di S.Siro, una partita di quelle che di diritto entrano nella storia: di una squadra, di una società, in quella individuale di chi riuscirà a lasciare la firma sulla gara. E in tribuna a sostenere la sua creatura ci sarà il Presidente rossonero, che spera nelle magie di Cassano, anche se inizialmente sarà in panchina, che non vuole perdersi l’emozione della gara segno forte e tangibile di quanto questa significhi per i vertici di via Turati, nonostante tutti, tranne Seedorf, abbiano cercato di minimizzare l’importanza di questo Derby.
E io sto con Clarence, sarei ipocrita a scrivere qualche cosa che non penso. Il derby questa volta è decisivo e mi piace dire che sento sempre più il retrogusto tutto scudetto che potrebbe ubriacare il mio cuore rossonero.
 

per Milannews.it

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