Sempre più caccia all'innesto
Matteo Calcagni
"Ad inizio stagione giocavamo col tridente e tre centrocampisti, ora col trequartista e due punte. Prima sei centrocampisti per tre ruoli andavano bene, ora con sei uomini per quattro posti un centrocampista in più non farebbe male". Massimiliano Allegri lo ripropone in tutte le salse e, anche considerando la moria attuale della mediana, come dargli torto? Gli infortuni, di certo, hanno evidenziato questa anomalia numerica, ma è chiaro che, in un reparto dispendioso come quello centrale, non si possa contare su un numero risicato di interpreti. Il tecnico livornese è stato bravissimo nel rendere tutti i mediani partecipi al progetto: da Gattuso ad Ambrosini, fino a Boateng e Flamini, passando per Seedorf e Pirlo. Tutti importanti, tutti decisivi e, come testimonia la gara di Cagliari, nessuna paura nell'affidarsi a giovanissimi come Merkel e Strasser.
Una scelta che, di fatto, ha consegnato una vittoria di importanza vitale ai rossoneri. Il nome favorito per rinforzare la truppa di scudieri, dopo le noie burocratiche insorte per l'acquisizione di Constant, è quello di Andrea Lazzari: non sarà facile convincere Cellino, che anche giovedì ha ribadito di non volerlo cedere, ma la mano di Adriano Galliani, fondamentale in Brasile nel riuscire a scatenare un'asta per Ronaldinho, potrebbe fare miracoli. Se il ventenne della Sierra Leone, decisivo in Sardegna con la sua prima rete in Serie A, offrirà una prova di spessore anche contro l'Udinese, la Società Milan potrebbe decidere di puntare su di lui per questa seconda parte di stagione, nonostante fosse stato promesso al Genoa prima della pestilenza delle ultime settimane. Strasser avrebbe le carte in regola per essere l'uomo giusto, e sarebbe anche già in casa: soprattutto se, in questa finestra di mercato, si fosse ostacolati in maniera esagerata dalla mole dei prezzi. E' altresì chiaro che, al ritorno dalla terra verdeoro, l'Amministratore Delegato milanista possa regalare l'innesto che Allegri decanta da tante settimane, facendo in modo che situazioni come quella attuale, di fatto, non si debbano più ripresentare.


