Menu Serie ASerie BSerie CCalciomercatoCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomofiorentinafrosinonegenoainterjuventuslazioleccemilanmonzanapoliparmaromasassuolotorinoudinesevenezia
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenahellas veronalatinalivornomonzapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasampdoriasassuolo
Altri canali calciomercatoserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistichemondialimondiale per club

Allegri re d’inverno, ma quanti infortuni!

autore
Giulia Polloli
per Milannews.it
domenica 9 gennaio 2011, 00:12Milanello in rosa
autore Giulia Polloli
09.01.2011 00:12Milanello in rosa
Giulia Polloli
Giulia Polloli

Mancava l’intera spina dorsale al Milan sceso in campo contro il Cagliari dell’ex Allegri. No, non è un modo forbito per dire che la squadra ha giocato senza energia, ma la pura constatazione che sull’asse verticale che da Abbiati portava ad Agazzi mancavano Nesta, Pirlo e Ibrahimovic. Oltre naturalmente a Boateng e Flamini e con un Gattuso colpito duro che poi abbandonerà il campo.
Mancava la solidità alle sinapsi rossonere, entro cui costruire il gioco di mister Allegri, ma il Diavolo stupisce e sorprende sempre. Si perché qualsiasi altra squadra si sarebbe cronicizzata in un gioco meno dinamico pur di non scoprire il fianco agli avversari, ma il Milan no. La capolista sbarca a Cagliari affamata dei tre punti dopo la sosta natalizia, con Allegri tra il commosso e il concentrato di fronte a quegli spalti che l’hanno consacrato, preparandogli il tappeto rosso sulla via di Milanello.
Allegri che non sbaglia un colpo dunque, buttando nell’arena anche i giovani talentuosi cresciuti nella Primavera rossonera. Parlo di Merkel, all’esordio in serie A, che lo scorso anno nelle fasi finali del torneo Primavera aveva illuminato lo stadio di Solbiate Arno contro il Bologna: il suo tocco di palla leggero, le precise movenze in campo avevano fatto scattare le penne dei cronisti, impazzite sui fogli bianchi. E nel ruolo che di solito è del professor Seedorf il giovanissimo si è ben comportato provando ad innescare gli attacchi rossoneri.
Ma il clima d’attesa che si respirava al Sant’Elia, davanti al pubblico che amico fu di Allegri, era tutto per l’esordio di Cassano in rossonero.
E lui, famoso ultimamente per le sue “cassanate”, più che per i colpi deliziosi creati dal suo estro calcistico, si alza dalla panchina. Scarpe arancioni fluo, lungo riscaldamento e sguardi ansiosi verso la panchina. Finalmente il cenno, tocca a lui. Gattuso lo aspetta, ha ceduto al dolore e lasciato il posto a Strasser, l’altro giovane di “concrete” speranze in forza ad Allegri. Il gladiatore rossonero lancia uno sguardo ad Antonio nostro, che poi ripreso dalle telecamere svela il suo talismano per l’esordio: i parastinchi di Rino, chiaro segnale sulle intenzioni del rinato ragazzo di Bari vecchia.
Il resto ormai è storia.

Robinho per Cassano che serve Strasser e l’ovazione gioiosa, seppur contenuta, di Allegri, re dell’andata insieme al Diavolo.
Ed ora il sovrano dovrà dimostrare di meritare il suo titolo. L’occasione è alle porte, la partita con l’Udinese che potrebbe consacrare il monarca e il suo esercito. Per la serie: “quando il gioco si fa duro …”
Allegri è in emergenza, i suoi uomini affollano l’infermeria. Un po’ come capitò a Benitez nella prima parte del campionato. Sono tutti capaci di guidare le squadre di campioni al completo (ogni riferimento a qualsiasi avvenimento recente, con undici titolari tornati in gran forma, su quello stesso terreno è puramente casuale) la differenza la fa il tecnico che riesce ad inculcare la giusta motivazione a chi si trova a doversi alzare dalla panchina o dover scendere dalla tribuna su cui si era scomodamente abbarbicato.
Il nostro Max potrebbe trovarsi privo di Abbiati, Nesta, Pirlo, Ambrosini, Flamini, Boateng, Zambrotta, con Gattuso che sappiamo in precarie condizioni, ma che con il coltello tra i denti potrebbe essere gettato nell’arena contro i leoni. Perché Gattuso è così, per fermarlo bisogna incatenarlo. Ecco da chi deve prendere esempio il nostro buon Cassano, che ancora in ritardo di condizione potrebbe entrare anche domenica dalla panchina, o i giovani Merkel, Strasser (che in molti paragonano proprio al Rino nazionale) e Giacomo Beretta, anch’egli in panchina a Cagliari.
Allegri sa di poter contare sul rientro di Ibrahimovic, che di certo darà peso e potenza al reparto offensivo. Perché, lungi dal voler dire che il Milan sia Ibra-dipendente, è sotto gli occhi di tutti la fatica fatta dal duo Pato-Robinho in fase conclusiva.
Caro Allegri, ti aspetta una giornata densa di dubbi, di pensieri che dovrai riorganizzare, di giocatori che dovrai saper muovere sulla scacchiera di S.Siro. Ma come ogni amante degli scacchi, sai anche che avrai di certo degli ottimi pezzi a cui far fare le tue mosse, dovrai istruirli e seguirli per poi abbracciarli in lacrime quando ti consegneranno corona e scettro, che nessuno vorrà toglierti.
Quell’abbraccio vero, dopo mesi di lavoro insieme che serve a scaricare la tensione e dimostrare la condivisione di un progetto partito da molto tempo.
Non un abbraccio plateale, a favore di telecamera, per rendere conclamata la tua nuova posizione.
 

per Milannews.it

Altre notizie