Regolamento a intermittenza: al Milan fischiano tutto, agli altri invece perdonano tutto
Non è più un caso isolato, ma una preoccupante abitudine. Anche contro il Parma il Milan esce dal campo con la sensazione di aver pagato decisioni arbitrali quantomeno discutibili. Episodi pesanti, determinanti, che incidono sul risultato e che riaccendono una domanda scomoda: perché il metro di giudizio non è mai uniforme?
Blocco su Maignan e contatti ignorati
Il gol (decisivo) del Parma di Troilo nasce da un blocco di Valenti su Maignan in area piccola. Il portiere rossonero viene ostacolato mentre prova a intervenire: contatto evidente, dinamica chiara, eppure la rete del difensore ducale viene convalida dopo un lungo consulto al monitor del VAR. Il regolamento tutela il portiere, soprattutto nei cinque metri, ma a San Siro questa tutela sembra sparire. E la cosa bella è che non è l'unico episodio, visto che nella stessa azione, pochi istanti dopo questo blocco, c'è anche il fallo di Troilo su Bartesaghi, intervento che sporca l'azione e che resta impunito. Il risultato? Gol convalidato e un'altra macchia su una stagione già costellata di decisioni controverse, non solo contro il Milan, ma in generale.
Corvo-Loftus e i precedenti che fanno rumore
Ancora più grave (soprattutto per le conseguenze che ha avuto) l'intervento di Corvo su Loftus-Cheek: uscita scomposta, impatto violento e frattura dell'osso alveolare per il centrocampista rossonero. Eppure il fallo viene fischiato a favore del portiere. Un paradosso.
A questo punto i confronti con i precedenti diventa inevitabile: se il gol del Parma è considerato regolare, perché quello di Pulisic in Milan-Sassuolo o quello di Gabbia in Lecce-Milan sono stati annullati per contatti ben più lievi? Due pesi e due misure che gridano vendetta. Il Milan chiede uniformità, non favori, perché il regolamento dovrebbe essere un solo, non adattabile alla convenienza del momento.






