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Casa Milan, aprite le orecchie: basta diversificazione, avanti con l'ambizione. No ai Musah, Nkunku e via discorrendo. Sì ai Goretzka e i Bernardo SilvaTUTTO mercato WEB
Oggi alle 12:00Primo Piano
di Manuel Del Vecchio
per Milannews.it

Casa Milan, aprite le orecchie: basta diversificazione, avanti con l'ambizione. No ai Musah, Nkunku e via discorrendo. Sì ai Goretzka e i Bernardo Silva

La partita di ieri pomeriggio è l'ennesima conferma: se si vuole continuare con Allegri in panchina, ma è evidente che anche altri allenatori sarebbero ben contenti, è fondamentale andare ad aggiungere alla rosa quei giocatori di livello superiore che siano capaci di gestire e capire i vari momenti del match. Si veda Rabiot, emblema stagionale di questo tipo di pensiero: la manovra offensiva della squadra anche ieri è stata al di sotto della sufficienza, bisognerà parlare anche di questo e risolverlo in qualche modo, ed un guizzo del francese è bastato per portare a casa i tre punti. Il Milan, che viene da un periodo difficile, era piatto e con tanta paura di sbagliare. Un passaggio in verticale di Leao, che nonostante la condizione fisica disastrosa riesce quasi sempre a metterci lo zampino, una corsa di Rabiot e la sua freddezza davanti al portiere.

Pochi gesti tecnici fatti bene e sono arrivati i tre punti. Poi nel corso del campionato e durante il percorso Champions le tipologie di partite cambiano e servono anche altre cose. Ma questa cosa qui, la capacità di capire il momento e insinuarsi in modo decisivo tra le pieghe della partita, è troppo importante. E a Casa Milan va capito: il Milan tornerà in Champions e non ci dovrà essere la solita estate con 100 uscite e 70 entrate. I pezzi giusti al posto giusto, ma di livello alto. 

Poi non viviamo su Marte: sappiamo che i Cherki, i Doué, gli Joao Neves e via discorrendo scelgono altri palcoscenici. Blasone, importanza del campionato, fattore economico. È impossibile per il Milan e per le squadre italiane andare a competere con le big europee. In Italia si fattura 450 milioni a stento, in Inghilterra ed in Spagna si sfiora il miliardo. E quando anche all'estero il fatturato non è ai livelli delle super top, si veda l'Atletico Madrid con i suoi 450 milioni, le squadre vanno a scegliere i calciatori che fanno la differenza. Non potenziali (o meglio, non solo) plusvalenze che in futuro potranno far andare avanti la baracca. È evidente che tanti club per sopravvivere abbiano bisogno anche di questo, ma non può essere il punto chiave delle strategie sportive.

Lo abbiamo scritto ieri, lo ripetiamo oggi: Allegri e la squadra devono essere concentrati solamente sul campo visto che per la qualificazione in Champions non è ancora arrivata l'aritmetica certezza. I piani per l'estate, visto che l'obiettivo è ormai una formalità, devono essere ben indirizzati. Anche perché il Milan negli ultimi anni ha speso, ma ha speso malissimo. i 40 milioni per Nkunku e gli oltre 20 per Musah sono solo un esempio. O i quasi 30 per Chukwueze. O ancora, i 17 per Morata. Giocatori sbagliati al momento sbagliato presi per l'allenatore sbagliato. Un guazzabuglio di milioni presi e buttati via. Poi in un modo o nell'altro, economicamente, si è sempre rientrati. Ma a che costo sul campo? Il Milan l'anno scorso è arrivato ottavo e a Casa Milan hanno dovuto fare un bel passo indietro rispetto alle loro convinzioni andando a chiamare Allegri, in totale discontinuità con quanto fatto fino ad allora.

E allora basta i Musah e basta gli Nkunku, le opportunità di mercato ci sono e vanno colte. Goretzka e Bernardo Silva, tanto per fare due esempi a scadenza e quindi raggiungibili, costano sicuramente "tanto" di ingaggio ma per un motivo. Garantiscono un rendimento alto fin da subito e svoltano la stagione. I casi Modric e Rabiot, per ora gli unici acquisti della scorsa estate che hanno portato un effettivo miglioramento, sono abbastanza esplicativi. Poi c'è modo e tempo anche di andare ad inseguire i giovani di talento, che magari possono aver bisogno di un po' più di tempo... Nel caso in cui il Tottenham retrocedesse non sarebbe sbagliato andare a provarci (per quanto sarebbe difficile causa concorrenza) per un Udogie o un van de Ven, tanto per fare un esempio di fantamercato.

Non esiste solo il calciatore ultratrentenne a fine carriera da spremere per gli ultimi mesi o anni. Esistono i calciatori forti e pronti e quelli non così forti e non così pronti. Tolti i profili di primissima fascia come i Cherki e gli Olise, che evidentemente ambiscono a squadre che possono lottare per vincere la Champione League, il Milan ha i mezzi, il blasone e anche la forza economica per attirare profili validi. Perché se negli anni si sono buttati soldi, non ce ne vogliano i nominati, per Origi, Musah, Chukwueze, Nkunku, Gimenez, Estupinan, Emerson Royal, Morata e via discorrendo allora c'è la possibilità di investire in modo più mirato ed importante. Basta diversificazione, avanti con l'ambizione.