ESCLUSIVA MN - Festa (Sole24Ore): "Furlani resterà al Milan perché a Cardinale non interessano i risultati, ma la gestione economica"
Carlo Paolo Festa, giornalista e finance editor de Il Sole 24 Ore, ha rilasciato una intervista esclusiva a MilanNews.it, soffermandosi su alcuni temi amministrativi e finanziari legati al Milan.
Ieri Fedele Confalonieri ha attaccato in modo importante la gestione del Milan da parte di Cardinale. Ha detto che RedBird è come se fosse una banca e che quindi non ha interesse nel vincere lo scudetto. È così realmente?
“Non è una banca ma un fondo di private equity, che è una cosa diversa. Sicuramente la gestione dei fondi presuppone che ci sia prima un rigore di bilancio. Non sono previsti costi troppo elevati, spese folli, perché il bilancio deve chiudere in utile. Questo è un primo elemento. Il secondo elemento è che non è vero che i fondi di private equity non vincono mai, perché ci sono alcuni fondi, come quello dell’Atletico Madrid, che sono in semifinali di Champions e puntano a vincerla. Ottengono in alcuni casi dei risultati importanti. Faccio un altro caso, italiano: anche l’Inter è di proprietà di un fondo di private equity e ha vinto il campionato. C’è fondo e fondo. Sicuramente i fondi guardano ad un maggior rigore di bilancio ma non è vero che non vincono mai. Sono dei soggetti che, con una buona gestione e dei buoni investimenti, possono anche puntare a vincere delle grandi competizioni. Cardinale finora ha optato per una strategia molto difensiva e prudente dal punto di vista economico sul Milan. Poteva probabilmente prevedere maggiori investimenti e non si sarebbe ritrovato lo scorso anno a star fuori dalla Champions e quest’anno a rischiare di essere fuori dalle prime quattro. C’è fondo e fondo, anche fondi che puntano a vincere”.
Quindi la differenza la fanno i dirigenti?
“Sicuramente, senza andare a dare giudizi sul management del Milan, un dirigente che sa di calcio ed è da tanti anni nel calcio porta maggiori vantaggi. Adesso non voglio encomiare Marotta, però sicuramente ha ottenuto dei risultati proprio perché è un dirigente di alto livello. Cardinale deve saper dimostrare di poter raggiungere dei risultati con il Milan. Vedremo se qualificandosi tra le prime quattro, e avendo gli introiti della Champions, se darà un segnale sugli investimenti. Se invece il segnale sarà sempre quello delle ristrettezze allora per i tifosi non andrà bene. Ma si vedrà subito, finito il campionato si vedrà quali saranno gli investimenti del Milan se entrerà tra i primi quattro. Immagino che se non finirà tra le prime quattro la politica sarà ancora quella di un irrigidimento nella struttura dei costi. È fondamentale qualificarsi per la Champions”.
La possibilità che il bilancio di quest’anno si chiuda in rosso, vista la mancata qualificazione alla scorsa Champions League, cosa può comportare a livello sportivo?
“Sicuramente Cardinale, non l’attuale management del Milan, ha dimostrato anche nelle gestioni passate di altri club di puntare a comprare giocatori dopo averne ceduti alcuni ad un buon prezzo. L’ha fatto sul Milan, l’ha fatto col Tolosa. È possibile che voglia fare qualche cessione per comprare poi i giocatori. Ma anche lì, dipende da che giocatori compri. Se compri dei giovani promettenti che poi non raggiungono i risultati è una cosa. Devi realizzare un giusto mix tra giovani promettenti e giocatori d’esperienza che portano risultati e anche dei trofei. Capisco l’attuale fase dei tifosi milanisti, c’è incertezza su quello che sarà il futuro gestionale del Milan, non tanto dal punto di vista economico, perché dal punto di vista economico il Milan andrà sempre benissimo, ma dal punto di vista sportivo e dei risultati: lì c’è una forte incertezza e un punto di domanda. L’aspetto fondamentale sarà qualificarsi tra le prime quattro: così probabilmente ci sarà una politica più espansiva in termini economici. Se non si qualificherà in Champions League ci saranno veramente dei problemi”.
Cardinale ha saldato il debito con Elliott ma l’Amministratore Delegato è rimasto quello che era in quota Elliott, Giorgio Furlani. Secondo lei è una prassi che può essere considerata normale?
“La mia impressione è che Furlani resterà anche il prossimo anno come Amministratore Delegato del Milan perché a Cardinale non interessano tanto i risultati quanto la gestione economica della squadra. In questo Furlani è stato davvero bravo. I risultati sportivi gli interessano relativamente a Cardinale, e quindi credo che i manager non cambieranno. C’è questa permanenza di manager che un tempo erano di Elliott nella struttura dirigenziale del Milan, e il fatto che lui non abbia mai cambiato nessuno è un po’ un punto interrogativo, perché quando arriva un nuovo azionista qualche manager lo cambia. In questo caso non ha cambiato nessuno. Sicuramente Furlani il suo lavoro di manager, dal punto di vista dei costi, lo sta facendo benissimo. Se fosse una società di qualsiasi altro ambito, non sportivo, sarebbe premiato anzi. Il problema è che non è un altro ambito. Nel calcio e nello sport se non vinci non ottieni risultati. La performance sportiva è importantissima al pari di quella economica. E nel caso del Milan c’è solo la performance economica. E, come ripeto, non è una banca: è un azionista di un fondo di private equity, e i fondi di private equity non è vero che non vincono nel calcio. C’è fondo e fondo”.
Intervista di Antonello Gioia, trascrizione a cura di Manuel Del Vecchio
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