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Di Gregorio: "Zero tiri del Milan? Ho sentito freddo stasera. Conoscevamo il Milan"

autore
Antonello Gioia
per Milannews.it
ieri alle 23:33News
autore Antonello Gioia
22.10.2026 23:33News
Michele Di Gregorio, portiere del Bournemouth, è stato intervistato da SkySport al termine di Bournemouth-Milan di Europa League.
www.imagephotoagency.it
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Michele Di Gregorio, portiere del Bournemouth, è stato intervistato da SkySport al termine di Bournemouth-Milan, match valido per la terza giornata della League Phase di Europa League e terminato 3-0 in favore dei padroni di casa.

Avevate iniziato benissimo anche prima dell'espulsione di Maignan...

"Giocavamo in casa stasera e sapevamo che era una partita importantissima, contro un avversario di altissimo livello. Conosciamo tutti il Milan, ma la nostra mentalità non cambia: volevamo affrontarla con le nostre idee e il nostro stile, essendo aggressivi a prescindere da come si fossero messi gli episodi".

Milan zero tiri in porta: hai sentito freddo in porta stasera?

"Sì, stasera un po' sì! Però devo ringraziare i miei compagni: la verità è che quando il portiere non prende gol, è sempre merito di un lavoro collettivo di tutta la squadra, quindi posso solo ringraziare loro".

Ti ha chiamato Palladino?

"No, il fatto che siamo stati insieme non significa niente. Abbiamo sicuramente un bel rapporto: lui magari guarda le partite dei suoi ragazzi di quegli anni lì a Monza, noi siamo affezionati a lui come allenatore e lo seguiamo, ma più di questo niente".

Cosa hai trovato di diverso in Inghilterra?

"Io credo che la grossa differenza sia che qui in Inghilterra tutte le squadre vogliono giocarsela con la propria identità e con le proprie idee di calcio, inteso come spettacolo e propensione ad attaccare. Hanno un'intensità completamente diversa rispetto all'Italia. Questo porta a partite molto più aperte contro chiunque, perché anche in Premier League vedi che, se giochi contro l'ultima in classifica o una squadra in difficoltà, rischi di perdere o di vincere con tanti gol di scarto, proprio perché ognuno porta in campo le proprie convinzioni tattiche a prescindere dall'avversario. Credo che questa sia la grossa differenza. Sicuramente per me è stato un cambiamento importante. La differenza c'è, ma credo che l'intensità sia la cosa più diversa in assoluto. Ho visto questa cosa qui fin dal primo giorno: un'intensità pazzesca, una grinta incredibile e un'aggressione feroce sulla palla persa che non avevo mai visto prima".

Cosa non ti manca dell'Italia?

"Anche se sono qui vedo ancora qualcosa, e mi dispiace che purtroppo non cambi mai nulla o comunque non si riesca a migliorare. Però questo è il calcio, queste sono purtroppo le regole che ci circondano e non si può fare altro che stare al gioco, quindi è così. Quello che mi manca per adesso, grazie a Dio, è niente: né a me, né alla mia famiglia. Ci troviamo benissimo qui, siamo stati accolti alla grande, quindi per adesso è tutto ok".

per Milannews.it

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