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Milan, Fullkrug: "Mi ha spaventato l'energia del gruppo. Tridente? Non lo dico a voi"TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
ieri alle 17:03Serie A
di Antonello Gioia
fonte dall'inviato a Casa Milan: Antonello Gioia

Milan, Fullkrug: "Mi ha spaventato l'energia del gruppo. Tridente? Non lo dico a voi"

Niclas Fullkrug, neo attaccante rossonero, è presente in conferenza stampa per la sua presentazione ufficiale. Segui in diretta le sue dichiarazioni con il live testuale su TMW. 16:34 | Comincia la conferenza stampa di Niclas Fullkrug. La squadra che hai trovato ha un forte senso nel gruppo: è la squadra giusta per te? "Sì, penso che la squadra che ho trovato ha già enorme qualità, è un gruppo sano, unito, con grandissima coesione ed energia. Mi ha quasi spaventato quanto sia forte questa energia dopo la vittoria di Cagliari, l'ho vista in spogliatoio. E questo è indicativo. Con il mio carattere e il mio modo di essere, penso di potermi inserire bene. Voglio aiutare la squadra al meglio delle mie possibilità come sono in grado di fare. È un momento ideale per il mio arrivo qui al Milan". Le voci da Milanello dicono che ti sei ambientato benissimo... "La squadra ha agevolato il mio inserimento, è un gruppo veramente positivo con tantissima energia positiva. È stato facile inserirmi, sono stato accolto benissimo dai compagni. Ho dato il massimo negli allenamenti perché mi sono subito sentito a mio agio". Perché il 9? "Per me il 9 è sinonimo di gol. Non l'avevo mai scelto in passato, se non con la Germania. Non ho degli idoli in particolare. So che ha un certo peso. Qui al Milan l'hanno indossato giocatori di qualità enorme e spero di esserne all'altezza". Che emozioni hai provato a San Siro? "Ci avevo giocato due anni fa col Dortmund e avevo già avuto una piccola anteprima di cosa significhi giocare qui... Poi con la maglia del Milan... Questo club ha un'aura magica, è magia giocare per il Milan a San Siro. Sono felicissimo di esserci arrivato e sono grato per questa possibilità. I tifosi mi hanno accolto in maniera molto positiva. Mi sarebbe piaciuto segnare, ma già così è stata una buona serata. Ce ne saranno di ottime, non ho dubbi". Avevi già visto il Milan altre volte? "Ho già guardato diverse partite per interesse prima di arrivare, seguivo la Serie A e, ovviamente, anche il Milan. Sapevo ed ero consapevole del modo di giocare di questa squadra e delle possibilità di successo per me in questa squadra. Sono diverso dagli altri attaccanti che ci sono in rosa. La qualità è enorme nel nostro reparto offensivo. Io penso di portare presenza fisica, occupazione dell'area e questo può aiutare la squadra in molte situazioni. Nelle prime due partite, mi sono reso conto del fatto che dovrò sgomitare con i difensori avversari; avete visto che sono pronto a farlo e a sacrificarmi". Allegri ti ha parlato della possibilità di tridente? "Innanzitutto bisogna chiarire che quello che dice il mister non lo dico a voi, non posso rispondere. L'allenatore metterà in campo la squadra che ha la maggiore probabilità di vincere. Allegri ha enorme esperienza, è in grado di adattare il modulo in base ai giocatori. È importante che vinca la squadra, non il singolo. In 20-30 minuti è possibile sortire un effetto maggiore rispetto a chi gioca dall'inizio. Giocare in 3 davanti può essere un'opzione. Domenica vogliamo un risultato positivo per rimanere in alto". La presenza di Ibrahimovic è uno stimolo? "Ho già conosciuto Zlatan, ne ho avuto il piacere e ci ho scambiato qualche battuta. L'ho guardato moltissimo quando ero giovane, era un attaccante a tutto tondo. Mi ha dato qualche consiglio, qualche dritta e che cosa si aspetta da me". Chi ti ha impressionato di più? "Abbiamo giocatori fortissimi in squadra. Modric ha esperienza, ci ho giocato contro in finale di Champions due anni fa; mi colpisce il suo impegno in fase offensiva e di non possesso. Però abbiamo tantissimi giocatori di valore. Penso di poter trovare una buona intesa con gli esterni e anche con Nkunku, Pulisic e Leao: possiamo formare un trio in armonia e giocare l'uno per l'altro". Perché hai scelto l'Italia? "L'Italia ha avuto sempre un posto speciale nella mia mente. Ci sono tedeschi che hanno giocato qui come Klose, Voller e Bierhoff... Rudi mi ha parlato bene dell'Italia, Bierhoff ha detto che avrò successo qui. Penso che la Serie A sia un campionato che si sposa bene con le mie qualità: è un campionato che mi sta bene addosso. Anche per il club, lo stile di vita: non potevo rifiutare il Milan in questa fase". C'era rigore su di te ieri? "Ci sono state un paio di situazioni difficili, le decisioni sono andate a nostra sfavore, senza voler accusare l'arbitro ovviamente eh. Le cose sono andate in maniera un po' infelice. Ho preso un pestone dall'avversario, ero sicuro che ci sarebbe stato rigore per noi o almeno che l'arbitro sarebbe andato al Var. Però non è andata come pensavo. Le occasioni per vincere le abbiamo avute lo stesso, non possiamo dare la colpa all'arbitro". Si è parlato di Scudetto in spogliatoio? "Penso che sia giusto esporsi pubblicamente sull'obiettivo Champions League: l'anno scorso l'abbiamo mancato e questo club deve rappresentare l'Italia in Europa. Noi ci dobbiamo concentrare su ogni partita. Ciò che ha un orizzonte più lontano non interessa. L'obiettivo è Firenze: fare tre punti lì significa fare tre punti verso l'obiettivo finale". Cosa non è andato al West Ham? Che obiettivo ti sei posto in termini di gol? "Con il Werder ed il BVB e la nazionale in quei 3-4 anni le cose sono andate alla grandissima. Giocavo regolarmente, segnavo e facevo assist. È il livello a cui voglio tornare. Voglio essere a disposizione, con i miei gol e le mie prestazioni. West Ham non è stata una piazza facile. È stato un cambiamento enorme, alle spalle avevo una stagione lunghissima: 57 partite. Nella pre season non mi sono potuto preparare bene per gli Europei. Sono passato subito al West Ham senza potermi preparare a livello fisico. In Inghilterra le cose non hanno funzionato per me. Adesso spero di voltare pagine. Mi sento fresco, in forma. Mi sono sentito molto bene in queste due partite. Sono stato accolto benissimo dall'equipe medica del Milan, mi hanno dato un ottimo programma di allenamento. Le sensazioni sono ottime, spero che continuino su questa falsa riga perché così avrò la certezza di fare gol. Quanti, non lo so. Se arriva un pallone in area io cercherò di metterlo dentro, a fine stagione vedremo quanti. Ma spero di fare qualche gol importante". Sei mai stato vicino al Milan in passato? "Vicino forse non proprio, un po' un'esagerazione. C'erano stati contatti, ma che sono stato vicino è un'esagerazione. Il Milan per me è stato un club di rilievo. Ho conosciuto il Milan nel 2003, nella finale della Champions League contro la Juve. Avevo 9 anni, ero piccolissimo. Poi ho continuato a guardare abbastanza le loro partite di Champions, poi due anni fa ho giocato qua contro il Milan e mi sono accorto che è un club particolare. Mi sono detto che se ci fosse stata la possibilità di arrivare qua l'avrei colta e sono molto contento di essere qua". Com'è allenarsi con Allegri? Milan club della definitiva consacrazione? "Non so, il Milan può essere sicuramente di cui hio bisogno adesso ma anche loro hanno bisogno di me adesso. Una piazza che mi dia autostima come vero numero 9, come riferimento in avanti. È un compito un po' ingrato quello del 9, ma mi sento a mio agio. È un ottimo momento sia per che per il Milan, ci siamo trovati al momento giusto". Speri di poter rimanere al Milan? Ci credi al Mondiale? "Sì, certo. Sono venuto qua e non sono andato altrove perché mi ha convinto il Milan e volevo venire qua. Mi sento completamente a mio agio. È una squadra che ha un grande valore emotivo, una squadra molto amata. Voglio giocare per squadre prestigiose, per me è una pressione positiva da gestire, spero di continuare così anche in futuro. È bello giocare in una squadra di successo e che non è mai soddisfatta per un pareggio. In molte partite siamo favoriti e dobbiamo essere all'altezza: comporta molto lavora, ma questa è una squadra che vuole assumersi questo ruolo e io mi sento adatto. In Nazionale ho fatto buone prestazioni ma ho perso un po' di terreno in nazionale e ho dovuto rifiutare delle chiamate a causa infortuni. Spero di tornare ad essere a disposizione in modo regolare per poter continuare da dove ho smesso. Ho una quota gol in nazionale molto alta, adoro la Germania ed è un obiettivo fondamentale per me". Conoscevi Milano? Ancora su Bierhoff: "Ho già visto Milano molte volte in passato. Sicuramente qui non devo fare giri turistici, sono qua per fare gol e avere successo come giustamente faceva anche Bierhoff. Mi ha chiamato, mi ha raccontato di Milano, la città, la squadra e della magia del giocare per il Milan, della volontà costante di giocare a San Siro per rendere orgogliosi i tifosi. Per vincere servono i gol degli attaccanti, dobbiamo fare tutti più gol. Rafa e Chris per ora sono stati bravissimi, male non fa se ci sono altri attaccanti che possono segnare tanto". Se vincessi la seconda stella col Milan copriresti il buco vicino gli incisivi con un dente d'oro? "No (ride, ndr). È una parte di me. C'è chi ha il naso pronunciato, io ho questo buco. Fa parte della mia identità, non mi crea problemi. Rimarrà questo buco indipendentemente da come finirà la stagione". Termina qui la conferenza.