Tassotti: "Se rimarrà attaccato, il Milan può vincere lo scudetto. Allegri tra Sacchi e Capello"
"Il Milan mi è piaciuto, poteva fare gol a ogni azione. Il portiere del Lecce è stato il migliore in campo. Nella parte finale si capiva che il Milan avrebbe vinto". Così Mauro Tassotti, ex difensore del Grande Milan di Sacchi e Capello e attuale collaboratore tecnico di Milan Futuro, ospite di Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1, sul Milan rimasto in scia dei cugini nerazzurri dopo la vittoria di misura sul Lecce, firmata Füllkrug.
Milan favorito per lo scudetto? "Se il Milan rimarrà attaccato diventerà una possibile candidata alla vittoria finale. A livello di rosa ha qualcosa in meno rispetto a Inter e Napoli, ma non avere le coppe è un bel vantaggio. Anche se non è una bella cosa, perché vuol dire che la stagione precedente è stata fatta male. Ma pensando al campionato, è un grande bel vantaggio concentrarsi solo sulla partita della domenica e arrivare con le energie giuste. Le altre invece dovranno giocare a marzo partite di coppa da dentro e fuori che tolgono tanto".
Si segna di più a livello giovanile? "Nel nostro campionato si fanno tanti gol: Quest'anno facciamo la Serie D e ci sono più errori, il livello è più basso. Abbiamo ragazzi 2006 e 2007, mentre gli altri hanno l'obbligo di far giocare solo tre giovani. CI sono anche più falli, molto non vengono fischiati ma è una palestra anche per gli arbitri, non solo per i ragazzi. Ci sono sicuramente più gol che in Serie A. Ma non bisogna ridurre il calcio al semplice gol: le partite sono belle senza che le partite finiscano 4-0. Inter-Napoli, ad esempio, è andata via che è stato un piacere, l'arbitro ha lasciato correre. Per uno spettatore neutrale è stato un bellissimo spettacolo".
Sul fuorigioco difensori più agevolati: "Sì, però è la cosa più chiara del Var, mette tutti d'accordo. La linea è quella. Almeno quello è un dato oggettivo".
Pochi giovani di talento: "Ci manca la strada di 40-50 anni. Io sono cresciuto giocando in strada tutto il giorno. Non c'erano le academy, come le scuole calcio. La tecnica si affinava giocando in cortile con gli amici e questo ai ragazzi di oggi manca".
Dopo Como-Milan si è riaperta il dualismo risultatisti-giochisti. Lei ha avuto Sacchi e Capello: come definirebbe oggi Allegri? "Una via di mezzo tra Sacchi e Capello: un allenatore pratico, ma a cui piace il bel gioco. Anche perché sa che se una squadra gioca bene ha più possibilità di vincere. Max è un amante di una squadra equilibrata, ma non credo che Fabregas non lo sia. È un piacere vedere il Como, squadra che guardo spesso. Credo si possa prendere ispirazione da quella squadra. Secondo me giocare bene aiuta a vincere. Chi gioca male, vince meno".
Cosa deve fare il Milan per tornare competitivo a livello europeo? "Deve tornare a cercare di tenere i giocatori più bravi, cosa che non è stato possibile negli ultimi anni. Mi vengono in mente Tonali e Reijnders: quando diventano forti, questi giocatori devi tenerli, se vuoi competere per la Champions".
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