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Iran fuori dai Mondiali? Cosa dicono le regole FIFA e chi potrebbe essere ripescatoTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 13:05Serie A
di Ivan Cardia

Iran fuori dai Mondiali? Cosa dicono le regole FIFA e chi potrebbe essere ripescato

L’escalation militare in Iran, dopo gli attacchi di Israele e Stati Uniti, rende decisamente improbabile la partecipazione della nazionale di Teheran ai Mondiali 2026. Anche se nessuna decisione ufficiale è stata ancora presa - del resto è evidente come non si tratti di una priorità -, il tema è già stato affrontato pubblicamente da Mehdi Taj, che ha spiegato come sia “difficile pensare serenamente alla Coppa del Mondo”. L’Iran, peraltro, dovrebbe disputare tutte le partite del proprio girone su suolo statunitense, con due partite (Nuova Zelanda e Belgio) a Los Angeles e una (Egitto) a Seattle. Cosa succede a chi si ritira? La questione è disciplinata dall’articolo 6.2 del regolamento dei Mondiali, che prevede una sanzione da 250.000 franchi nei confronti delle nazionali che si ritirino almeno 30 giorni prima dell’inizio della competizione, e di 500.000 franchi per chi si dovesse ritirare più a ridosso della rassegna iridata. Chi si ritira, inoltre, dovrebbe rimborsare alla confederazione mondiale “il contributo per la preparazione della squadra, nonché qualsiasi altro pagamento di contributi correlato al torneo ricevuto dalla FIFA”. Non è la prima volta che la federcalcio mediorientale rischia di non partecipare alla rassegna iridata. Per motivi diversi, l’Iran aveva già rischiato l’esclusione sia nel 2018 sia nel 2022. Nel primo caso pesava la vicenda di Masoud Shojaei, centrocampista tra i protagonisti della qualificazione, ma anche attivista, escluso per mesi dalla nazionale con il sospetto di motivi politici dietro questa decisione. La questione si risolse con la sua convocazione e partecipazione ai Mondiali, seppur con una comparsata da 67 minuti (nonostante la fascia al braccio) nella gara vinta sul Marocco. Quattro anni dopo, invece, a fare notizia fu il divieto di accesso a circa duemila donne, tutte con regolare biglietto, per la partita giocata con il Libano a Mashhad, città nel nord-est dell’Iran, con tanto di utilizzo dello spray al peperoncino nei loro confronti. Anche in quel caso la situazione rientrò nelle settimane successive. Oggi, però, è l’Iran che potrebbe decidere di non partecipare, e questo cambia ovviamente tutto. Chi verrebbe ripescato? Fermo restando che a oggi l’Iran resta formalmente qualificato ai Mondiali, e che difficilmente una scelta sarà presa in termini rapidi (giova ripeterlo: le priorità sono altre), le regole della FIFA al riguardo sono molto vaghe. In particolare, l’art. 6.7 non fissa alcun criterio: “Qualora una Federazione Membro partecipante si ritiri e/o venga esclusa dalla Coppa del Mondo FIFA 26, la FIFA deciderà in merito a propria esclusiva discrezione e adotterà tutte le misure ritenute necessarie. La FIFA potrà decidere di sostituire la Federazione Membro partecipante in questione con un’altra associazione”. La scelta, insomma, sarebbe a totale discrezione della FIFA. Ma ci sono precedenti? A livello di grandi competizioni sì, ma riguardano gli Europei 1992, vinti dalla Danimarca, che vi partecipò dopo l’esclusione dell’appena disciolta Jugoslavia. Si trattava, però, di norme UEFA. Nel caso dei Mondiali non esistono precedenti recenti: nel 1950 si ritirarono ben quattro nazionali (India, Turchia, Scozia e Francia che era stata “qualificata” al posto della Scozia), tra questioni politiche e difficoltà economiche. Alla fine nessuna di esse venne rimpiazzata, ma è evidente che si tratti di altri tempi: oggi sarebbe difficile immaginare un mondiale “monco”. La scorsa estate, invece, c’è stato il caso del Leon, escluso dal Mondiale per club per aver violato le norme sulla multiproprietà. Pur trattandosi di competizioni diverse, dà un’idea di come potrebbe comportarsi la FIFA: nel 2025 ha organizzato uno spareggio tra il Los Angeles FC (battuto dal Leon in finale di Champions League nord-centro americana) e l’America, la prima squadra messicana non qualificata al torneo. È per questo che ha poco senso immaginare eventuali ma improbabili ripescaggi dell’Italia - a oggi comunque in corsa per qualificarsi di suo -, già ipotizzati nel 2022. Più realistico credere che la FIFA seguirebbe un criterio “geografico”: se l’Iran si ritirasse già a marzo, potrebbe promuovere l’Iraq (prossimo a partecipare allo spareggio intercontinentale con avversario ancora da definire) e far giocare lo spareggio agli Emirati Arabi Uniti. Se invece la questione si dovesse prolungare e il ritiro arrivare più tardi, è possibile che Zurigo scelga di portare la nazionale perdente nello spareggio intercontinentale.