Non cambia la musica sotto la Torre: numeri identici tra Gilardino e Hiljemark dopo due gare
Cambiare tutto affinché nulla cambi. In casa Pisa il cambio di allenatore, con il passaggio di consegne da Alberto Gilardino al giovane Oscar Hiljemark, non sembra aver dato gli esiti sperati. Anzi. Un pareggio al debutto fuori casa e una sconfitta in casa la partita dopo: il tecnico svedese sembra ricalcare perfettamente l'inizio di stagione del suo predecessore e per questo la classifica non migliora, visto che i toscani continuano a stazionare all'ultimo posto in classifica a pari punti dell'Hellas Verona.
Il copione si ripete sotto la Torre. Gilardino aveva iniziato con un 1-1 sul campo dell’Atalanta, prima di cadere all’Arena Garibaldi contro la Roma per 0-1. Hiljemark ha replicato quasi fedelmente: 0-0 al Bentegodi contro il Verona e ko per 1-2 nel finale contro il Milan. Stessi punti raccolti (uno), stessi gol segnati (uno), stessi gol incassati (due). Un déjà-vu che lascia l’amaro in bocca e una classifica inchiodata.
Perché mentre si cambia guida tecnica, la graduatoria resta crudele: ultimo posto condiviso con l’Hellas Verona e margini che non si assottigliano. L’impressione è che il problema vada oltre il nome dell’allenatore, tra limiti strutturali, poca concretezza e fragilità nei momenti chiave delle partite. E ora all’orizzonte c’è molto più di una semplice gara: il derby toscano contro la Fiorentina. Una partita che pesa come un macigno, un crocevia che sa di ultima chiamata. Fallire significherebbe avvicinarsi pericolosamente al baratro della retrocessione.
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