Menu Serie ASerie BSerie CCalcio EsteroFormazioniCalendariScommessePronostici
Eventi LiveCalciomercato H24MobileNetworkRedazioneContatti
Canali Serie A atalantabolognacagliaricomocremonesefiorentinagenoahellas veronainterjuventuslazioleccemilannapoliparmapisaromasassuolotorinoudinese
Canali altre squadre ascoliavellinobaribeneventocasertanacesenafrosinonelatinalivornomonzanocerinapalermoperugiapescarapordenonepotenzaregginasalernitanasampdoriasassuoloturris
Altri canali mondialimondiale per clubserie bserie cchampions leaguefantacalciopodcaststatistiche
tmw / milan / Serie A
“Petto, petto”. L’audio del VAR su Ricci rivela un fatto: Doveri non ha visto il tocco di maniTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 16:25Serie A
di Ivan Cardia

“Petto, petto”. L’audio del VAR su Ricci rivela un fatto: Doveri non ha visto il tocco di mani

“Petto, petto, niente, niente, tutto naturale. Sta giocando a calcio”. Così, negli audio trasmessi oggi da Open VAR, Daniele Doveri, arbitro dell’ultimo derby di Milano, si rivolge ai giocatori dell’Inter che protestano per il tocco di mani di Samuele Ricci. Giudicato non punibile dall’AIA, che infatti promosso la direzione arbitrale del fischietto romano, sia ufficiosamente che ufficialmente, con le parole di Mauro Tonolini, componente della CAN protagonista dell’ultima puntata della trasmissione su DAZN. Proprio quelle immagini, però, svelano un aspetto, non proprio secondario: Doveri, che non era posizionato nel migliore dei modi in un’azione veloce, verticale e a fine partita, non ha proprio visto il tocco di mani del centrocampista rossonero. Altrimenti non si spiegherebbero le indicazioni date ai calciatori nerazzurri, nelle quali l’arbitro non fa cenno alla non punibilità, ma a un eventuale tocco con il petto, che in realtà non c’è mai stato. Resta così il dubbio, lo stesso alimentato da Dimarco nel post partita: perché non richiamare Doveri al monitor? Poi la decisione sarebbe potuta rimanere la stessa, ma il tocco è sicuramente borderline e per l’AIA è centrale che la decisione sia il più possibile presa sul campo. Se però l’arbitro non ha visto, di fatto non ha potuto giudicare. L’hanno fatto Abisso e Di Bello, con un check rapidissimo (circa 10 secondi), senza richiamare il direttore di campo a rivedere quel che non aveva visto.