Anche Tomori si unisce agli endorsement per Allegri: "Un top, ci ha dato la sua voglia di vincere"
"Sono in Italia da cinque anni e mezzo: mi sento un milanista". Parole da leader quelle pronunciate dal difensore Fikayo Tomori, intervistato quest'oggi a La Gazzetta dello Sport. L'inglese ha ribadito il proprio legame con il club rossonero con cui vinse lo scudetto nel 2022 pur ammettendo di non pensare molto al rinnovo del suo contratto, che scadrà nel giugno del 2027: "Stanno trattando il club e i miei agenti, io sono focalizzato sulle cinque partite che ci restano per andare in Champions".
Inevitabile che tra i temi trattati nell'intervista ci sia anche Massimiliano Allegri e il suo futuro, con Tomori che si è accodato agli elogi che nei gironi scorsi erano arrivati da Gabbia, Bartesaghi, Rabiot. "Appena arrivato ci ha detto che voleva portare più solidità in difesa, perché negli ultimi 2-3 anni avevamo subito troppo" ha raccontato l'inglese, aggiungendo: "Ci ha trasmesso il desiderio di soffrire pur di non prendere gol e la sua voglia di vincere. Con lui siamo contenti perché è un grande allenatore e una brava persona". E sulle accuse di un Milan poco spettacolare, chiarisce: "Non c'è un solo modo per attaccare o difendere. Se ti devi abbassare per coprire gli spazi non è una vergogna. L'importante è non avere frenesia".
In conclusione Tomori ha parlato anche di Leao, recentemente fischiato sonoramente da San Siro, e in generale sulla difficoltà a segnare dell'attacco rossonero: "Rafa è un gran giocatore. Ogni persona passa dei momenti in cui cerca di fare una cosa senza riuscirci, ma tutti conoscono le sue qualità. E' anche un gran professionista, vuole sempre aiutare la squadra. Così come lo sono il resto degli attaccanti. Ognuno è al servizio per riportare il Milan in Champions".
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