Messico, docenti in protesta bloccano accessi all'Azteca. Giovedì la cerimonia inaugurale
A meno di 48 ore dalla gara inaugurale della Coppa del Mondo 2026, il Messico si trova a gestire una situazione delicata. Migliaia di insegnanti in protesta hanno infatti bloccato martedì uno dei principali accessi allo storico Estadio Azteca, l'impianto che giovedì ospiterà la cerimonia d'apertura e il primo match del torneo tra il Messico e il Sudafrica.
La mobilitazione è guidata da una corrente dissidente del sindacato degli insegnanti CNTE, che da giorni manifesta nella capitale per chiedere aumenti salariali e l'abrogazione della riforma pensionistica. Richieste che il governo messicano considera attualmente insostenibili dal punto di vista economico. Per evitare disordini, le autorità hanno dispiegato migliaia di agenti attorno allo stadio e installato barriere di cemento lungo le principali vie d'accesso. Nonostante ciò, i manifestanti hanno ribadito la volontà di mantenere alta la pressione sul governo. "Vogliamo raggiungere lo stadio", ha dichiarato uno dei partecipanti alla protesta, Ángel Villalobos. "Sono arrivate alcune risposte da parte dell'esecutivo, ma non ci soddisfano".
Parallelamente, gli insegnanti hanno allestito un accampamento nei pressi dello Zócalo, la grande piazza centrale di Città del Messico, dove è stata organizzata una fan zone dedicata ai tifosi per il Mondiale. Inoltre, è già stata convocata una nuova manifestazione per la giornata di giovedì, proprio in concomitanza con la partita inaugurale. La presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha definito le proteste una "provocazione", facendo riferimento anche agli episodi di vandalismo che hanno coinvolto alcune installazioni e statue legate alla Coppa del Mondo: "Garantiamo che l'inaugurazione della Coppa del Mondo si svolgerà in un clima di pace e tranquillità", ha dichiarato Sheinbaum, cercando di rassicurare tifosi, organizzatori e delegazioni internazionali.






