Vinicius su Ancelotti: “Ama i giocatori brasiliani. Diceva che non avrebbe allenato altre nazionali”
Vinicius Junior si prepara al Mondiale 2026 con un ruolo completamente diverso rispetto a quattro anni fa. In Qatar 2022 era uno dei giovani emergenti della Seleção, mentre oggi arriva alla rassegna iridata come una delle stelle più brillanti del calcio mondiale e uno dei leader del Brasile.
L’attaccante del Real Madrid ha parlato ai canali ufficiali della FIFA, spiegando come viva questa nuova responsabilità: “Non è nulla di straordinario. Gioco nella Seleção da quando avevo 19 anni. Prima ero solo un giovane talento, ora sono tra i leader della squadra e voglio aiutare il Brasile a tornare al vertice del calcio mondiale. È una responsabilità enorme, ma ne sono orgoglioso”.
Il ricordo del Mondiale in Qatar
Vinicius aveva esordito con il Brasile nel 2019, ma la vera consacrazione è arrivata proprio durante l’ultimo Mondiale. In Qatar ha giocato da titolare tutte e quattro le partite della Seleção, segnando anche un gol contro la Corea del Sud negli ottavi di finale. Il sogno si è però interrotto ai quarti, con l’eliminazione ai rigori contro la Croazia. “Non penso molto a chi sia favorito. Alla fine dobbiamo essere noi a dimostrarlo in campo. Avevamo una grande squadra anche nel 2022, ma non siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo”.
L’arrivo di Ancelotti
Dopo quel Mondiale si è aperto un periodo turbolento per la Seleção, con diversi cambi in panchina e risultati altalenanti. La svolta è arrivata nel maggio 2025, quando Carlo Ancelotti ha accettato la guida del Brasile dopo l’esperienza al Real Madrid. Da allora la nazionale verdeoro ha ottenuto cinque vittorie, due pareggi e tre sconfitte tra qualificazioni e amichevoli. Vinicius conosce molto bene il tecnico italiano e non nasconde la propria stima: “Con lui ho imparato tantissimo. È arrivato al Real quando avevo 21 anni e mi ha dato la fiducia di cui avevo bisogno. Ogni stagione con lui è stata speciale. È di gran lunga il miglior allenatore che abbia mai avuto”.
Un Brasile più sereno
Secondo l’attaccante, una delle qualità principali di Ancelotti è la capacità di trasmettere tranquillità anche nei momenti di maggiore pressione. “Nel calcio la pressione è enorme, soprattutto con la Nazionale. È da tanto che il Brasile non vince il Mondiale. Restare calmi fuori dal campo può aiutarci a rendere meglio dentro al campo”.
Il tecnico italiano, spiega Vinicius, è riuscito a creare un ambiente più rilassato, pur mantenendo alta la concentrazione:“Non si tratta solo di calcio. Con lui tutti si sentono a proprio agio. Stiamo migliorando sia tecnicamente che tatticamente e arriveremo al Mondiale pronti”.
Libertà e fantasia brasiliana
Ancelotti ha scelto un approccio equilibrato: solidità collettiva senza togliere libertà ai giocatori offensivi. “Oggi tutte le nazionali devono essere forti come squadra. Tutti difendono e attaccano insieme. In fase offensiva però il mister ci lascia libertà di muoverci e di esprimere il nostro calcio brasiliano”.
Vinicius rivela anche un retroscena personale: “Lui ama i giocatori brasiliani, per questo è qui. Mi ha sempre detto che non avrebbe allenato nessun’altra nazionale”.
L’obiettivo del sesto titolo
Il primo vero test per il nuovo Brasile arriverà il 13 giugno, quando la Seleção affronterà il Marocco nel debutto nel Gruppo C al New York New Jersey Stadium, lo stesso impianto che ospiterà la finale.
Vinicius sa che la strada per il sesto titolo mondiale sarà lunga e difficile: “Abbiamo una squadra molto forte, con tanti giocatori capaci di cambiare una partita. Ma il Mondiale è un torneo breve e durissimo. Dobbiamo essere pronti a tutto e affrontare qualsiasi difficoltà insieme”.






