Beppe Ursino contro il VAR a chiamata: "Non portatelo in A: interruzioni ogni secondo"
Il dirigente Giuseppe Ursino, con un trascorso fra Crotone e Cosenza, ha parlato di alcuni temi caldi in Serie A e non solo in una intervista rilasciata a TuttoMercatoWeb.com. Di seguito le sue dichiarazioni.
Gasperini la sta sorprendendo, per quanto poco ci abbia messo ad incidere a Roma?
"Non mi sorprende per niente, conoscendolo. Un allenatore che fa rendere i giocatori al 110%, li valorizza al massimo. Non è vero quello che diceva qualcuno sul fatto che potesse non andare d'accordo con qualcuno: i calciatori danno tutto per lui. Prima con noi a Crotone, poi a Genova, a Bergamo ed ora a Roma: quanti giocatori sono valorizzati sotto il suo comando? E non guarda l'età o altro: questo dà grande entusiasmo al gruppo".
Sarà lui l'allenatore che riporterà lo Scudetto a Roma, nei prossimi anni?
"Dietro ad una grande squadra serve una grande dirigenza ed un grande presidente. Se gli daranno carta bianca, non tanto sui nomi dei giocatori, ma sui ruoli, a lungo andare potranno vincerlo".
Sulla Juventus: fa bene a pensare di proseguire con Spalletti, indipendentemente dalla qualificazione in Champions?
"Secondo me sì. È un grande allenatore. Si è visto anche ieri sera lo spirito che ha avuto la Juventus in 10 contro 11. Fa giocare bene le sue squadre e penso che i bianconeri confermeranno Spalletti".
Che opinione ha del VAR e degli errori arbitrali?
"Un discorso molto serio. Sono per il calcio di una volta. Allora c'erano sbagli, ma era sempre uno spettacolo. Ora vedo gli arbitri frenati, che aspettano qualcosa dal VAR. C'è un gol, ma bisogna aspettare, si perde entusiasmo. Serve una revisione completa a 360°, non c'è uniformità di giudizio. E non parliamo della Serie C...".
Il VAR a chiamata non è da esportare in A?
"Assolutamente no! Ma come si fa a vedere una partita durare 115 minuti? Ogni secondo, ogni minuto al VAR. La partita dura molto ed è piena di interruzioni".
Come vede la lotta per la promozione in Serie B?
"Un campionato equilibrato ed appassionante. Le 4-5 squadre di testa, fino al Palermo, se la giocheranno fino all'ultimo".
La favorita?
"Sicuramente il Venezia. L'altro posto (per la promozione diretta) se lo giocano Frosinone, Monza e Palermo".
Stroppa lei lo conosce: è la solita garanzia?
"L'ho avuto, è bravissimo e non mi spiego il fatto che non sia ancora in Serie A. Sul campo è molto preparato. Chi lo prende in B sa che vince il campionato, non dico al 90%, ma al 70 sì".
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