Reginaldo: "Il Treviso programmerà per la B". E sulla cadetteria: "Monza, Bianco un predestinato"
Una nuova vita quella che sta vivendo Reginaldo, che attualmente si diverte in Seconda Categoria nel napoletano - al Magma Napoli - e sta conseguendo il patentino per diventare allenatore. Occhio quindi sempre attento al calcio italiano quello dell'attaccante, che ha iniziato la sua carriera italiana al Treviso, club fresco di ritorno tra i pro del quale ha parlato nell'intervista rilasciata in esclusiva a TuttoMercatoWeb.com: "Sono contentissimo che sia intanto tornato in C. Sono ancora in contatto con il loro medico sociale, quello che avevamo ai tempi della Serie A, e tramite lui sapevo che il presidente aveva intenzione di fare bene per centrare l'obiettivo arrivato: il club sta programmando tutto al meglio, è una società seria che proverà anche a portare il Treviso in B, anche se non facile. Con programmazione a lungo termine, però, ci si può riuscire, come si può riuscire a fare bene anche in C l'anno prossimo. Gorini è un allenatore di categoria, lo stadio è a posto, la piazza ci tiene alla squadra: gli elementi per fare bene non mancano. E non manca, come dicevo, una società che sa programmare".
A proposito di programmazione, forse qualcosa è sfuggito di mano al Trapani...
"Dopo aver stravinto il campionato di Serie D, ha fatto bene anche in C, ma solo con i soldi si va poco lontano, se non c'è un programmazione precisa gli errori emergono. E li ne sono stati fatti, sotto più aspetti, in un torneo complesso come quello della terza serie italiana. E quando c'è confusione, è più facile che anche i giocatori si distraggano, ma per sfangarla in categoria serve una squadra presente con la testa".
La grande delusa del Girone C di Serie C è però il Catania?
"Mi è dispiaciuto molto per l'esonero di Toscano, con lui ho vinto un campionato a Reggio Calabria, so quanto lui e il suo vice tenessero a portare il Catania in Serie B, ma l'arrivo di Floro Flores al Benevento ha cambiato tutto, e sono molto felice per lui. Ribadisco che la C non è un campionato facile, ma i sanniti stavano programmando nel modo giusto, a partire dal settore giovanile e dalla Primavera: è quella la giusta impostazione da dare a un club per fare risultati. A ogni modo, tornando al Catania, la società ha fatto un scelta, e Viali sta ora lavorando per un buon playoff, dopo chiaramente aver trovato la quadra nei tempi che servono in questi casi".
Accennavi a Floro Flores. Conferma meritata sulla panchina giallorossa?
"La conferma se la è guadagnata sul campo. A livello tattico non ha cambiato molto rispetto ad Auteri, ma è entrato nella testa della squadra, ha saputo gestire bene gli allenamenti, i giocatori, e ha saputo fare squadra: se tutti, anche chi gioca meno, danno 101% vuol dire che il mister lavora bene. E credo proprio possa fare bene anche in Serie B".
Una Serie B dove c'è attualmente il Monza. Ardua la lotta per la A diretta...
"Sono contento per Bianco, mio ex compagno al Treviso: anche allora, quando giocava, era già allenatore in campo, è proprio portato per questo ruolo e ha fatto tanta gavetta con profili importanti. Il Venezia viaggia, ma per il resto è ancora tutto aperto, e credo che sarà battaglia fino alla fine, con anche Palermo e Frosinone".
Bianco si è anche dimostrato molto abile nel tutelare la squadra fuori da campo, chiudendo i rumors che la love story tra Raffaella Fico e Izzo aveva portato. Una situazione che hai vissuto anche te, quando eri fidanzato con Elisabetta Canalis. Perché c'è così tanto interesse sulla vita privata dei calciatori?
"In un'intervista al tempo, dissi a un giornalista che avrei preferito parlassero di me per il campo, non per la mia vita privata, e lui scrisse che Canalis mi aveva rovinato la vita, cosa mai detta. E ai tempi di Treviso tutti parlavano della relazione tra Borriello e Belen Rodriguez, con Bianco che già allora aiutava a gestire i rumors esterni, ha sempre avuto questa mentalità, perché il campo è una cosa e la vita privata un'altra. Onestamente non capisco nemmeno io perché interessi così tanto, alla fine anche un calciatore è una persona umana che, come tutti, ha il suo privato che, in quanto tale, dovrebbe esser fuori dal resto. È però più facile fare pettegolezzo che parlare bene di qualcuno, e ci si gioca sopra. Quello che però ha detto Bianco, sostenendo che Izzo andava valutato solo per il campo, è sacrosanto".
Diamo ora uno sguardo alla A: stagione non troppo positiva per la Fiorentina.
"Dopo tutto quello che è successo questo anno, e so che è brutto dirlo, i viola dovrebbero puntare solo sul campionato, anche se sarebbe stato bello onorare al meglio anche la Conference: certo, la rimonta sarebbe pure possibile, se ne sono viste, ma a questo punto è meglio fare il meglio possibile in campionato per avere poi un punto di partenza per l'anno prossimo. Con giocatori che ha in rosa, la Fiorentina non si sarebbe dovuta trovare con l'acqua alla gola, ma essere tra le prime otto: evidentemente, però, qualcosa dall'inizio non è andato. Da fuori sembrava non ci fosse gruppo, sembrava ci fosse poco senso di responsabilità, e dispiace, perché io che ci ho giocato so cosa è la Fiorentina, cosa vale. Probabilmente, la malattia di Commisso, prima ancora che la sua morte, ha inciso, sentendo meno la sua presenza qualcuno ha allentato un po', e il conto è stato subito presentato. Ora però c'è solo da onorare la stagione fino alla fine, cercando di vincere quanto più possibile e, quando questo non è possibile, cercare di non perdere, perché un punto può fare la differenza più avanti. Poi occorrerà programmare il futuro, capire come ripartire, e anche con chi, sia a livello che di rosa che in panchina".
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