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Il soprannome alla Dybala, l'infanzia alla Insigne, l'esplosione tardiva: Napoli, è Vergara-maniaTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 08:45Serie A
di Pierpaolo Matrone

Il soprannome alla Dybala, l'infanzia alla Insigne, l'esplosione tardiva: Napoli, è Vergara-mania

In pochi giorni Antonio Vergara è passato dall'essere una semplice promessa, conosciuta perlopiù dagli addetti ai lavori e poco al pubblico dei grandi palcoscenici, all'essere un nome riconoscibile anche fuori dall’Italia. I numeri sui social raccontano l’effetto domino delle sue prestazioni: i follower sono raddoppiati e il suo volto ha iniziato a circolare ben oltre i confini di Napoli. Merito anche della definizione coniata da Patrick Kendrick su TNT Sports dopo il gol alla Fiorentina: "’O Piccerillo". Un’etichetta che richiama una tradizione del Napoli, da Lorenzo Insigne allo stesso Vergara, fatta di tecnica pura e coraggio nell’uno contro uno. E un soprannome che ricorda quello del primissimo Paulo Dybala al Palermo: "U Picciruddu" Le immagini parlano: la ruleta contro il Chelsea per il primo gol in Champions League (e con la maglia del Napoli dei grandi) e l’accelerazione che ha portato al sinistro vincente su David de Gea per il primo gol in Serie A, dopo quelli realizzati in Primavera. Cresciuto tra Frattamaggiore e i tornei estivi brasiliani di Succivo e Sant’Arpino, proprio come Insigne, Vergara ha dovuto superare diffidenze legate alla struttura fisica. Nelle Under 15-16-17 non era titolare fisso; in Under 16 l’allenatore lo provò persino davanti alla difesa pur di trovargli spazio, ma uno con la sua qualità deve giocare vicino alla porta. A ricordare la pazienza richiesta in quegli anni è Gianluca Grava in un'intervista lasciata ieri a Sky Sport: "Ho perso il conto delle volte in cui gli ho detto di avere pazienza, di continuare a lavorare come stava facendo perché aveva tutto per emergere". Poi Primavera, le tappe in C e B con Pro Vercelli e Reggiana, l’infortunio al crociato e il rientro. La scelta di Antonio Conte di trattenerlo, l’assist in Coppa Italia col Cagliari e, complice l’emergenza sugli esterni, la continuità. Ora il brand è nato: tocca a Vergara trasformare l’onda in rotta stabile.