L'ex preparatore del Napoli sugli infortuni: "Con Benitez giocavamo tantissimo..."
Corrado Saccone, ex preparatore atletico del Napoli, è intervenuto ai microfoni di Radio Napoli Centrale per discutere, tra le altre cose, anche dei problemi di carattere fisico che stanno toccando la squadra campana allenata da Antonio Conte.
Spiega in partenza Saccone: "Non c'è una causa principale. Sì si gioca tanto, ma Bayern o Manchester City non hanno tutti questi infortuni. Ci sono concause che portano ad avere tanti infortuni. Ci sarà stata qualche proposta valutata in modo poco attento, non assorbita bene dai giocatori che ha portato uno stress psicofisico".
Aggiunge quindi l'ex preparatore del Napoli: "Non si può dire riduciamo le partite, perché ci sono le tv. E gli stipendi non sono quelli di 20 anni fa. Se un allenatore prende 8,5 milioni di euro, come si fa a chiedere di giocare di meno? Oggi ci sono Gps, valutazioni satellitari. Noi con Benitez abbiamo giocato tantissimo, non mi sembra che avevamo così tanti infortuni. Bisogna lavorare anche sul recupero. Noi giocavamo ogni tre giorni. È la proposta di allenamento che va valutata in maniera attenta".
E ancora, qualche parola è dedicata all'infortunio con operazione al piede del capitano del Napoli, Di Lorenzo: "Se salto con braccia aperte posso avere meno possibilità di infortunarmi, ma non è sempre vero che se salto con le braccia chiuse allora mi infortuno. Per me è assurdo giocare con queste regole, con i calciatori costretti a usare le braccia dietro al corpo. È un modo che può provocare infortuni".
In conclusione, Saccone parla anche del ritorno di Lorenzo Insigne all'attività e all'Italia, dove ripartirà da giocatore del Pescara in Serie B: "Sicuramente giocare le partite aiuta. Lukaku è stato tanto tempo fuori. Ci vuole il tempo giusto anche per Insigne. Tutto dipenderà dalla muscolatura dell'atleta. La tempistica la sapremo solo allenando il giocatore".
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