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Il trapianto di un cuore 'danneggiato': cosa c'è dietro alla morte del piccolo DomenicoTUTTO mercato WEB
Oggi alle 16:38Serie A
di Paolo Lora Lamia

Il trapianto di un cuore 'danneggiato': cosa c'è dietro alla morte del piccolo Domenico

"Domenico, il tuo cuore batte con noi": con questo striscione i tifosi della Juventus, prima del match casalingo contro il Como, hanno voluto omaggiare in curva il bambino di due anni e mezzo scomparso questa mattina all'ospedale Monaldi di Napoli. Lo scorso 23 dicembre, il piccolo Domenico era stato sottoposto a un trapianto di cuore. Un'operazione, purtroppo, dai risvolti drammatici. Stando alla ricostruzione fatta da Adnkronos, il cuore donato da un paziente di Bolzano sarebbe arrivato a Napoli ormai già danneggiato irrimediabilmente. Per questo, sono stati sospesi dal servizio due medici dell'equipe che ha effettuato il trapianto e la direttrice del reparto di cardiochirurgia e trapianti. Secondo una prima ipotesi, il problema non sarebbe stato l'utilizzo di un contenitore in plastica al posto di un box tecnologico, bensì l'applicazione di ghiaccio secco (che raggiunge temperature di -80 gradi) al posto del ghiaccio classico (-4 gradi). Le temperature nettamente più basse potrebbero aver causato lesioni al cuore. Gli stessi Nas avevano effettuato anche degli accertamenti all'ospedale San Maurizio di Bolzano. Al di là di cosa sia andato storto nel trasporto del cuore donato, la situazione del piccolo è diventata sempre più complicata. La vicenda è arrivata ad un punto di non ritorno il 14 febbraio, quando Francesco Petruzzi - legale della famiglia del piccolo Domenico - ha annunciato ai media: "Secondo l’ospedale Bambino Gesù, non è più trapiantabile". Una situazione irreversibile, fino ad arrivare alla tragica notizia di oggi.