Corbo: "Il Napoli ha subito torti enormi, ma il crollo nella ripresa non va trascurato"
Ascolta il podcast
Radio Tutto Napoli /
00:00
/
00:00
Antonio Corbo, giornalista ed editorialista de La Repubblica, all'indomani di Atalanta-Napoli ha commentato così le tante polemiche per la direzione arbitrale di Daniele Chiffi, intervenendo al microfono di Radio Tutto Napoli: “Ho scritto che è un calcio ormai senza regole. Tutto è stato sovvertito: i regolamenti vengono deformati per lasciare sempre uno spazio all’intervento umano, al protagonismo dell’uomo, alla discrezionalità. È questo, in generale, che vedo”.
Quindi pensi a un disegno, a un complotto contro qualcuno?
“No. Non credo ai complotti, né a ‘menti superiori’ che colpiscono o favoriscono qualcuno per deformare i campionati. Qui c’è soprattutto incapacità degli arbitri in campo e un rapporto impari tra l’uomo e la tecnologia. Le capacità umane – occhio, percezione, tempi di lettura – restano inferiori rispetto alla tecnologia e, a volte, anche rispetto ai falsi positivi che la tecnologia può generare. Non complotti: piuttosto un calcio senza regole, deformato da avidità di potere e dal tentativo di lasciare uno spiraglio alla volontà umana”.
Ma il Napoli, nello specifico, è stato danneggiato?
“Se non divorzio dal culto della verità: sì. Il Napoli ha subito torti enormi, evidenti, incontrovertibili. Punto. Detto questo, nel primo tempo il Napoli è stato bellissimo. Però nella ripresa c’è stato un crollo fisico e non va trascurato: si innesta dentro una stagione maledetta”.
Ti chiediamo anche del post-partita: niente De Laurentiis, niente Conte, manda avanti Manna. Scelta giusta?
“Secondo me il Napoli ha gestito bene questa fase. Conte non lo emargina nessuno: se avesse avuto voglia di parlare, avrebbe parlato. Nel Napoli non esiste un presidente che possa mettere il bavaglio a Conte. Conte ha uno strapotere che nessun allenatore ha avuto qui negli ultimi anni”.
Allora perché non ha parlato?
“È stata una scelta di tutela. Se Conte si espone, rischia squalifiche e rischia di peggiorare immagine e credibilità. Conte è l’allenatore delle vittorie, non può diventare l’allenatore dei piagnistei. In questa stagione – sfortunata, deludente, balorda – Conte è già stato protagonista di uscite forti, clamorose. Quindi: meglio proteggerlo”.
Entriamo negli episodi: come giudichi il rigore prima assegnato e poi revocato?
“Io quel rigore, sinceramente, non lo avrei dato: era troppo debole. Però se tu arbitro lo dai, poi fai una figuraccia clamorosa a rinnegare te stesso. Perché il regolamento dà all’arbitro autonomia piena quando valuta l’intensità in campo. Lui invece è stato insicuro, tremebondo: ha gradito, se non sollecitato, l’intervento del VAR”.
E sul gol annullato a Gutiérrez?
“Quello è clamoroso. C’è la potenza di Højlund che supera Hien: è un’azione di forza e velocità. Inventarsi un fallo dell’attaccante sul difensore che soccombe fisicamente è assurdo. È un errore enorme”.
Tu sei d’accordo con l’idea che “tanto al monitor cambiano sempre”, quindi andare al VAR serva a poco?
“No, non sono d’accordo. Andare al VAR è giusto. Il problema è che manca la personalità di difendere il proprio operato quando si ritiene di avere ragione. E questo dimostra un livello di mediocrità diffuso nel mondo arbitrale”.
Se davvero verrà fermato solo un turno, basta?
“No. Un turno non basta. Per me bisogna parlare di settimane, mesi. Anche per dimostrare che chi sbaglia paga davvero e per far ragionare, calmare, responsabilizzare”.
Oltre agli arbitri, c’è un tema Napoli: come si riparte adesso?
“Bisogna separare due cose. Da inizio anno sostengo che il Napoli abbia un problema fisico: mi ha insospettito la ripetitività degli infortuni muscolari. Se un ospedale è pieno di pazienti con la stessa malattia, devi capire perché l’hanno contratta e qual è la terapia. Qui i giocatori cadono come foglie e non sento mai nessuno dire con chiarezza: ‘il problema è questo’. Può essere preparazione, alimentazione, altro: non mi permetto di indicare la causa, ma la causa va cercata. Se non la trovi, non correggi la tendenza”.
La tua preoccupazione va anche oltre la fine del campionato?
“Sì. Appena finisce la stagione ci sarà il fuggi-fuggi: vacanze, viaggi, relax. Ma una società intelligente deve trovare un accordo con i calciatori: riposo sacrosanto, però servono anche ‘compiti a casa’, esercizi, defaticanti, indicazioni degli specialisti per ripulire e ‘disintossicare’ i muscoli da ciò che hanno accumulato in quest’anno disgraziato. Altrimenti rischi di ritrovarti gli stessi infortuni anche l’anno prossimo”.
Stai dicendo che andava fatto già la scorsa estate?
“Esatto. Alcuni giocatori avevano già avuto recidive e si erano fermati nel finale dell’anno scorso. Andavano gestiti, convinti a fare percorsi mirati anche durante la pausa, sempre rispettando il riposo. Quello che non è stato fatto allora, deve essere fatto alla fine di questo campionato, per riavere la squadra nelle migliori condizioni nella prossima stagione”.
Altre notizie
Ultime dai canali
Primo piano






