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La riforma degli arbitri entra nel vivo: servono 18 milioni e 10 dovrebbero arrivare dai clubTUTTO mercato WEB
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Oggi alle 11:53Serie A
di Simone Lorini

La riforma degli arbitri entra nel vivo: servono 18 milioni e 10 dovrebbero arrivare dai club

La FIGC ha deciso che la riforma del sistema arbitrale non è rimandabile: gli arbitri di serie A e di serie B saranno messi sotto contratto da una società partecipata al 100% dalla federazione. Contratti di lavoro autonomo, che, dopo un numero prefissato di presenze, diventano a tempo determinato, con contributi e TFR, fa sapere oggi Repubblica. La struttura del nuovo sistema che designerà gli arbitri di Serie A e B E la scelta dei fischietti che ne faranno parte non sarà condizionata da graduatorie e selezioni piramidali: scelta libera su tutto il territorio nazionale. Da chi? L’idea è articolata: la struttura sarà retta da un cda di tre persone nominate dal Consiglio federale tra soggetti non tesserati: quindi né calciatori, né dirigenti né arbitri. Questo cda nominerà poi un direttore generale per la parte amministrativa e un designatore degli arbitri. Che quindi non sarebbe più espressione dell’AIA, l’associazione italiana arbitri, ovviamente contrarissima alla riforma. La Serie A vorrebbe un membro del CdA e non solo Il tutto al costo di 18 milioni: la Federcalcio ritiene di spostare su questa struttura parte dei soldi che oggi mette a disposizione dell’AIA, chiedendo un contributo a Serie A e B. Che però in cambio vorrebbero scegliere un membro del CdA e magari il designatore.