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Che delusione Federico Chiesa: dopo ieri non ha più senso aspettarlo ancora. Viaggio nelle scelte di Gattuso: ecco il perché di tante esclusioni eccellentiTUTTO mercato WEB
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Oggi alle 00:00Editoriale
di Raimondo De Magistris

Che delusione Federico Chiesa: dopo ieri non ha più senso aspettarlo ancora. Viaggio nelle scelte di Gattuso: ecco il perché di tante esclusioni eccellenti

Nato a Napoli il 10/03/88, laureato in Filosofia e Politica presso l'Università Orientale di Napoli. Lavora per TMW dal 2008, è stato vicedirettore per 10 anni. Inviato al seguito della Nazionale, conduttore per Radio Sportiva
Siamo arrivati alla resa dei conti. Dopo mesi di attesa trascorsi tra stage negati e cene itineranti la nostra Nazionale si è ritrovata a Coverciano a fare i conti con sé stessa. Coi suoi drammi recenti, con la sua storia ingombrante. Con la necessità di staccare un pass per una Coppa del Mondo che andrebbe in scena dodici anni dopo la nostra ultima partecipazione. Dopo l'incubo Svezia e la notte di Palermo. "In questo momento non è facile per nessuno indossare la maglia dell'Italia", ha detto ieri Gattuso. Che l'appuntamento sia di quelli decisamente rilevanti lo si è capito anche dal numero di giornalisti presenti a Coverciano per la conferenza del CT. Erano almeno il doppio rispetto al solito, c'erano in prima fila anche Buffon e Gravina. Anche loro si giocano tutto esattamente come Gattuso: tutti sulla stessa barca. Anche se poi, parafrasando il presidente FIGC, in America va bene andarci anche a nuoto. Va bene in tutti i modi, sicuramente senza Federico Chiesa. E qui va aperta una riflessione più ampia perché adesso la misura è colma. Altro che il nostro Sinner, il classe '97 a cui sembra star bene il ruolo di riserva del Liverpool già in autunno si era negato a più riprese. A novembre Gattuso disse: "Io parlo spesso con lui e bisogna rispettare le scelte, le problematiche che ognuno di noi ha. Altro non posso dire, ma la verità è questa. E' assente per sua scelta". Parole non troppo diverse da quelle di ottobre: "La questione Chiesa è semplice: io parlo tanto coi miei giocatori, li stresso tanto. Con Fede c'è ogni settimana una lunga chiacchierata e da parte mia lui sa ciò che penso su di lui, ma poi bisogna rispettare ciò che ti dice un giocatore. Non si sente al 100% e vuole stare bene al 100%, è questa la verità". E poi ancora le sue dichiarazioni di settembre: "Ho parlato con Chiesa ed è stata una scelta che abbiamo condiviso insieme, non si sentiva pronto per tornare perché voleva sentirsi al 100%. Abbiamo deciso insieme". Chiesa insomma si era già negato a questa Nazionale in tre circostanze e questa volta - nel giro di valzer più importante - non è poi andata troppo diversamente. Qualche dolorino non può giustificare la sua decisione di tornare subito a casa, anche perché tre giorni fa ha regolarmente concluso la sua gara col Brighton. Soprattutto perché tutti gli altri sono rimasti. Pure chi - leggasi Scamacca - è alle prese con un infortunio ben più grave. Nel momento del bisogno almeno un tentativo andava fatto e invece Chiesa, concluso l'Europeo, ha deciso che Coverciano in questi mesi complicati per i colori azzurri non gli sta più comodo. Si farà senza, a patto di ricordarselo quando poi il vento girerà. Perché il vento prima o poi girerà (speriamo subito...) Chiesa torna a casa e rientra in gruppo Cambiaghi, classe 2000 del Bologna apparso recentemente in ripresa ma ancora lontano dai fasti della scorsa stagione. Con la Roma in Europa League ha ritrovato il gol dopo quasi cinque mesi, ma lui a differenza di altri faceva già parte del gruppo azzurro. Di quel gruppo che il CT ha formato in autunno e fortificato in questi mesi. E quindi Cambiaghi sì e Bernardeschi a casa. C'è Raspadori bocciato dall'Atletico Madrid e reduce da un infortunio, ma non c'è Zaniolo probabilmente alle prese con la miglior stagione della sua carriera. Non c'è Berardi, non c'è Ruggeri. I recenti responsi del campo lasciati in disparte nel nome di un gruppo che era già stato creato e che a questo giro è stato toccato il meno possibile più per volontà che per virtù. Verrebbe da chiedersi, a questo punto, perché visionare 380 partite dal vivo da inizio da stagione visto che le idee erano già molto chiare, però a questo punto non possiamo far altro che affidarci e sperare. Ormai siamo questi e anche con questi abbiamo tutte le carte in regola per volare in America. Per spezzare la maledizione.