Ventura sulla crisi Italia: "Il ct è l'ultimo dei problemi". E fa complimenti a De Laurentiis
"Non è tutta colpa dei ct. Criticità strutturali di sistema, ma facciamo sempre finta di niente.
Non ritornerei sulla panchina azzurra, non l'avrei voluta prendere anche quando accettai. Complimenti a De Laurentiis: prima pensava che lo show fosse portare gli attori nello spogliatoio. Ora è un numero uno"
"Le criticità sono strutturali, deve intervenire il governo, non solo quello federale. Ognuno ha la propria ricetta. Un conto è dirlo e un conto è poi farlo. Da Italia-Svezia del 2017 non è cambiato nulla". Così, al microfono di Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1, l'ex ct della Nazionale Gian Piero Ventura, sulla panchina azzurra nel 2017 contro la Svezia quando l'Italia mancò la qualificazione ai Mondiali di Russia 2018, la prima di tre assenze consecutive.
Chi dopo Gattuso? "Credo che sia l'ultimo dei problemi. Qualsiasi sia il ct, se non viene messo nelle condizioni di lavorare al meglio, opererà sempre in questo contesto di difficoltà. Nel 2006 abbiamo vinto perché avevamo una generazione di fenomeni. Oggi questa generazione non c'è. Bisogna prima creare i presupposti affinché un ct possa incidere radicalmente".
La gogna mediatica dopo Italia-Svezia: "Siamo stati eliminati dalla Svezia, poi arrivati quinta al Mondiale. L'attacco fu personale, bisognava trovare un capro espiatorio. Ma ormai fa parte del passato. Certamente ha inciso sulla mia scelta di staccare. Fu una violenza in alcuni casi anche gratuita".
Ventura primo allenatore del Napoli di De Laurentiis in Serie C: "Esperienza unica, i tifosi del Napoli ancora lo ricordano: non avevamo neanche i palloni, il primo pallone lo portò un giocatore da casa. Faccio i complimenti a De Laurentiis: Quando l'ho conosciuto pensava che lo spettacolo fosse portare gli attori negli spogliatoi, nel giro di 4-5 anni ha capito perfettamente il meccanismo calcio. Basta guardare i risultati economici, è diventato uno dei dei numeri uno nel suo campo".
Dipendesse da lei, se la riprenderebbe una patata bollente come quella della Nazionale? "Assolutamente no. Non l'avrei voluta prendere neanche quando l'ho presa. Dopo pochissimo tempo, mi resi conto che avevo fatto la scelta sbagliata ed era un momento in cui di scelte ne potevo fare diverse, anche molto interessanti . Ma è inutile piangersi addosso. Non c'erano i presupposti allora, non ci sono oggi. Chiunque siederà sulla panchina azzurra, incontrerà difficoltà oggettive".
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