L'ex oro Olimpico Molfetta garantisce per Malagò: "Porta la credibilità che il calcio ha perso"
Medaglia d'Oro di taekwondo alle Olimpiadi di Londra del 2012, poi Team Manager della Nazionale Italiana di taekwondo - dopo il ritiro - e oggi anche Direttore Generale dei prossimi Giochi del Mediterraneo 2026: Carlo Molfetta è uno che l'Italia l'ha rappresentata e la rappresenta al meglio, nel mondo.
C'è anche un altro sport che attira da sempre l'attenzione di Molfetta, oltre a quello che lo ha reso celebre: il calcio. In una chiamata con TuttoMercatoWeb.com ha detto la sua sulle prospettive della sua amata Inter, ma anche del movimento in generale, che potrebbe ripartire da un uomo che lui ha avuto modo di conoscere da vicino, ovvero Giovanni Malagò.
Ha condiviso molto con Giovanni Malagò. Direbbe al mondo del calcio che è l'uomo giusto dal quale ripartire?
"Lo conosco benissimo, da ormai tantissimi anni. È stato il mio presidente, da atleta, poi è stato il mio presidente da consigliere. L'ho conosciuto a fondo, avendo modo di scoprire alcuni lati della sua persona e dirigenziali che mi hanno colpito. Aspetti che secondo me non possono prescindere dal bagaglio di un presidente. La scelta che sta ricadendo su di lui, quantomeno per la candidatura, è una scelta importante da parte delle squadre di Serie A".
Cosa la convince di lui?
"È un uomo di con un'esperienza enorme. Soprattutto io credo sia una persona credibile e in questo momento il calcio ha bisogno di credibilità, perché ora non ne ha. Aggiungo: non sarebbe quindi una scommessa su uno che arriva da fuori dello sport, ma una mossa sicura su un uomo che ha dimostrato la sua credibilità".
Molti ex calciatori hanno spinto per chi arriva dal campo. Malagò può portare cambiamento anche se non è un ex calciatore?
"Sicuramente Malagò è una persona sulla quale secondo me non si può tentennare. Dove lo metti, lo metti, ha sempre fatto molto bene, non si possono secondo me avere dubbi sul fatto che sia la persona giusta. Poi se mi chiede degli ex calciatori beh, in generale non sarei contrario, se si trova chi ha saputo affermarsi anche come dirigente dopo aver fatto bene in campo. Io stesso ci sono passato".
Apprezza quindi la velocità con la quale i club di Serie A - 19 su 20 - si sono decisi per la sua figura?
"Sì, anche perché con il momento storico che stiamo vivendo nel calcio, davvero si rischiava che qualcuno entrasse 'a gamba tese' e rivoluzionasse tutto in maniera non per forza positiva. Nella rivoluzione che è necessaria, una figura come Malago può garantirti sia cambiamento che continuità per ciò che funziona".
Per lo scudetto dell'Inter si può dire che sia fatta?
"In questo momento, appena ha detto è fatta, mi sono grattato (ride, n.d.r.). Chiaramente possiamo dire che lo possiamo perdere solo noi, questo sì. Ho piena fiducia nell'esperienza dei ragazzi e nel fatto che possano portare a casa i risultati che mancano nelle prossime partite. La vittoria sul Como è stata importantissima
Come lei, anche Chivu è passato "dall'altra parte" con successo. Cos'ha apprezzato nella sua gestione, nonostante la pochissima esperienza?
"Parliamo di un grande atleta che si mette a fare il tecnico. Questa è stata la prima stagione intera da tecnico in una prima squadra, ma uno come lui che ha vissuto esperienze internazionali, una finale di Champions - vincendola - sapevo che potesse mantenere l'attenzione dei ragazzi molto alta per tutta la stagione. Me lo aspettavo".
Si aspetta una mezza rivoluzione in estate, sul mercato?
"Personalmente sono sempre favorevole al rinnovamento, prendo sempre favorevolmente l'innesto di nuove forze, soprattutto se fossero innesti di caratura internazionale. L'Inter ha bisogno di avere sempre nuovi giocatori che possano fare la differenza in campo. Oltre a qualche giovane sorpresa da far crescere".
Anche se si parla della partenza di Bastoni con destinazione Barcellona?
"L'attenzione mediatica che c'è ultimamente attorno a Bastoni sicuramente non lo fa stare tranquillo, secondo me. Sono molto vicino al giocatore perché immagino che cosa stia passando, soprattutto in uno sport come il calcio, dove sei sempre al centro dell'attenzione. Immagino che non stia passando un bel periodo. Io sono anche fiducioso del fatto che lui si possa riprendere nel migliore dei modi, perché ha dimostrato sul campo di essere un giocatore di livello internazionale. Spero chiaramente per lui e per noi che rimanga e faccia il Bastoni".
Che capitano è Lautaro?
"Lautaro è 'tanta roba'. Ha dimostrato di saper essere un capitano vero e questo non è banale, perché tanti giocatori, anche campioni, non sono stati in grado poi di svolgere questo compito. È un ruolo ancora più importante, nel quale veramente ti devi mettere al servizio della squadra e devi trasmettere la mentalità vincente in tutta la squadra. Lui ci è riuscito alla grande. Nell'ultima sfida contro il Como la sua presenza in panchina è stata fondamentale: non so da chi sia partita l'iniziativa, ma è stata una mossa vincente e che io non sottovaluto".
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