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Il numero 1 del tennis contro Malagò: "8 anni fa se n'è fregato della rivoluzione"

Dimitri Conti
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Dimitri Conti
martedì 14 aprile 2026, 22:31Serie A
14.04.2026 22:31Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport

Nelle scorse ore Lega Serie A ha espresso come proprio candidato ideale per la presidenza della FIGC il nome di Giovanni Malagò, che è stato supportato in prima battuta da 18 società del massimo campionato italiano su 20, salite già a 19 con l'aggiunta anche dell'Hellas Verona.

Intervistato da Sportitalia, ha parlato della figura di Malagò il dirigente Angelo Binaghi, presidente della Federtennis: "L'occasione per cambiare strutturalmente il calcio italiano, per la rivoluzione, la ebbe 8 anni fa il presidente del CONI, Malagò, che si presento alla Giunta di Firenze a proporre il commissaramento della FIGC perché non si riusciva a eleggere il presidente. Intervenni negando l'assenso, perché era sbagliato un commissariamento a tutto tondo: andava fatto ad acta, solo per lo statuto, perché non bisognava fare ingenerenze in FIGC; e secondo, perché derivava proprio da uno statuto sbagliato. Malagò preferì fregarsene, andare avanti e nominare un commissario a tutto tondo, nella figura di Roberto Fabbricini, il quale avrebbe dovuto nominarlo a sua volta presidente di Lega Serie A. Uguale, chi se ne frega della rivoluzione, a noi interessa la gestione del calcio. Va bene?".

Prosegue e conclude Binaghi: "Io ho tantissimi problemi da risolvere, figuriamoci se posso imbarcarmi in questioni del genere. Per come ci conosciamo, se mi dite che le riforme deve farle Malagò, mi metto a sorridere. È capacissimo nei campionati del mondo di attrazione dei consensi e della distribuzione del potere: è simpatico, per fare rivoluzione e riforme bisogna essere antipatici".

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