L'editoriale di Chiariello: "Come fate a dire che l’Inter crollerà? Probabilità scudetto Napoli vicina allo 0%"
Nel corso di 'Campania Sport' su Canale 21, il giornalista Umberto Chiariello è intervenuto col suo consueto editoriale: "Non finiremo mai di ringraziare abbastanza i ragazzi del Napoli per il cuore che ieri ci hanno messo a Marassi contro il Genoa, perché se c’è una cosa che mi porto stretta, stretta dalla partita di ieri, proprio nel cuore direi, è la volontà di vincere una partita che sembrava che la dea bizzosissima Eupalla avesse deciso che il Napoli non dovesse vincere. Perché come ha detto Conte poi in conferenza stampa, il Napoli ha fatto tutto da solo proprio, ha fatto doppio harakiri. Ha fatto di tutto per non vincere una partita che ha giocato splendidamente nel primo tempo, ribaltando il rigore iniziale a freddo subito dal Genoa.
Poi parliamo anche della questione arbitrale ovviamente, perché è il tema del giorno, di sempre praticamente. Ma sicuramente il Napoli è finito poi in dieci uomini per la sciocchezza fatta da Juan Jesus, che ormai è diventato un tribuno del popolo sui social, è diventato il censore della plebe su Instagram e anche della stampa probabilmente. Ma io gradirei che i calciatori rispondessero in campo più che sui social, perché poi sono belle le affermazioni, però è meglio che lo fai in campo, piuttosto che con la tua esperienza e la tua età non ti fai buttare fuori scioccamente come hai fatto ieri. Non mi sta bene che poi il giorno dopo dici 'Chi vuol bene al Napoli non cerchi i colpevoli'. Beh, i colpevoli ci sono, tu sei uno dei colpevoli, l’altro è Buongiorno, perché ieri ne avete fatte di ogni e bisogna dirlo, perché nella cronaca ci sta raccontare quello che uno fa. Quindi caro Juan Jesus, meno lezioni su Instagram e più applicazione sul campo.
Detto ciò però quello che mi è piaciuto molto è che la squadra, anche in dieci uomini, ha provato a vincere la partita. Gutierrez si è mangiato un’occasione d’oro. E poi ha trovato in Vergara l’uomo che non aveva brillato, era stato ben contenuto, non aveva trovato lo spunto, una partita anonima. Ma nel finale l’ho visto rincorrere ogni avversario, andare a combattere uno contro tre sulla bandierina del calcio d’angolo, argento vivo. Tant’è vero che se ne è accorto Conte, che quando c’è stato il momento del cambio dopo l’uscita di Juan Jesus per espulsione per doppio giallo doveva togliere uno degli attaccanti: normalmente si toglie quello non sostituito, cioè Vergara. Giovane era entrato nella ripresa e quindi raramente si toglie quello che è subentrato. Invece Conte, refrattario a ogni codifica calcistica ma con molto acume, intelligenza e freddezza, ha tolto quel giovane pesce fuor d’acqua che si è rivelato ieri Giovane, che aveva bisogno di tempo per entrare in squadra ma non aveva inciso minimamente. Ha lasciato in campo Vergara e Vergara ha ripagato procurandosi il rigore della vittoria. Come l’ha tirato Hojlund, ha sbracciato il portiere avversario facendo una delle cose più rare che ci possano essere nel calcio, cioè la papera sul rigore. È qualcosa di veramente iconico, però si è portata a casa una vittoria che è di un’importanza fondamentale.
Immaginate se dopo questa giornata di campionato che si chiuderà, anzi non si chiuderà ma diciamo si chiuderà parzialmente domani sera con la Roma e l’Atalanta impegnate. L’Atalanta per la zona coppe c’è, non certo per la Champions perché è partita troppo tardi, ma è una squadra forte, in grande ripresa, per la zona coppe c’è. La Roma è una concorrente diretta, tra l’altro una di quelle che si è comportata in maniera ignominiosa nei confronti del Napoli ed è stata la più sorprendente, visto che il Napoli si era mostrato molto amico della Roma nel recente passato, vedi il caso Manolas. Quando il Napoli ha salvato il bilancio della Roma comprandolo entro il 30 giugno, cosa che l’ha portato anche sotto indagine per colpa della Roma, che è finita sotto indagine in quanto società quotata in borsa. Fatto sta che i quattro dell’Ave Maria, i concorrenti cioè Inter, Milan, Roma e Juventus, hanno bloccato il mercato del Napoli, come ha raccontato Fabrizio Romano, uno dei massimi esperti, molto credibile. Il Napoli aveva bloccato Lookman e non l’ha potuto prendere per colpa delle contendenti che non hanno consentito al Napoli di rinforzarsi nel modo più opportuno, ma pagheranno dazio, perché poi la dea Eupalla è bizzosa ma anche vendicativa. E chissà che poi alla fine una di loro piangerà lacrime amare a fine anno rimanendo fuori dalla Champions con il Napoli che è dentro. Sarebbe una giustizia divina che si applicherebbe alle porcherie che si fanno nel calcio. Detto ciò però il turno non si completa perché Milan-Como per motivi di Olimpiade non si gioca. Volevano andare a giocare in Australia, a fare 35 mila ore di volo per prendere quattro spiccioli contrabbandandola per una grande operazione di esportazione del calcio italiano: era una misera operazione economica, stupida e surreale, che è stata bloccata. Ma Milan-Como non si gioca e quindi si giocherà il 18. E quindi cosa accade? Che il Como, bello bello, tranquillo tranquillo, che già gioca una partita a settimana, si riposa e il Napoli, a pezzi, gioca martedì di nuovo senza poter respirare contro il Como il quarto di Coppa Italia. È normale che sia così? Si poteva rinviare a giovedì questa partita invece che al martedì, dando qualche giorno di riposo in più al Napoli considerando che il Como è fermo? È corretto che una squadra giochi sabato e martedì e l’altra non gioca e si riposa e affronta la partita comoda, bello, tranquillo e asciutto come diceva una vecchia pubblicità dei tempi di Carosello? Quale pannolino andrebbe messo, anzi pannolone, a qualcuno dei sapientoni della federazione della Lega? La Lega è quella che fa i calendari in questo caso.
È veramente scandaloso che il Napoli-Como si giochi in queste condizioni senza sapere se ci sarà McTominay, perché il problema tendineo, la tendinopatia di cui lui soffre da inizio stagione, con cui sta facendo i conti in maniera straordinaria, davvero da combattente. Perché lui ha questo problema ai muscoli della coscia posteriore, gli ischiocrurali, che sono il semimembranoso, il semitendineo, il bicipite femorale: in quella zona lì, dal gluteo ai muscoli della gamba posteriore. Lui soffre da un bel po’. Come si cura? Con il ghiaccio, con una fascia a pressione e tre-cinque giorni di riposo. Quindi è probabile che col Como non recuperi e recuperi con la Roma. È sperabile che almeno con la Roma questo straordinario McTominay sia della partita. Il Napoli perde pezzi su pezzi ma va avanti perché la squadra è con Conte, la squadra è unita, è compatta, è una squadra che ha voglia di dimostrare ancora di essere degna campione d’Italia e gioca anche a tratti un gran bel calcio. Però da qui a illuderci, a dire che la vittoria di Genova mantiene aperti i giochi Scudetto, signori, ma come fate a dire che l’Inter crollerà? L’Inter oggi, giocando in ciabatte, in pantofole, ha dato cinque gol al Sassuolo dopo un piccolo spavento iniziale, facendo turnover ampiamente, senza proprio faticare. Ed è così che sta andando tutta la stagione.
Sapete che l’Inter viaggia a una media di 92 punti per vincere lo Scudetto. In questo momento la corsa dell’Inter è a 92 punti, cioè dieci punti più dello Scudetto dell’anno scorso, vinto a 82. Frena perché ha la Coppa Italia, la semifinale, dove noi possiamo andarla a prendere se riusciamo a battere il Como in queste condizioni, che non è niente facile. E sarebbe poi una gran bella nemesis storica, che loro magari vincono lo Scudetto ma noi li battiamo in campionato e in Coppa per dimostrare poi chi è alla fine superiore in qualche modo. Ebbene, il viaggio è a 92 punti. Frenano? Voglio accettare che frenano. Frenano a 88. Cioè loro hanno 14 partite. Se fanno 10 vittorie, gli mancano 30 punti per arrivare a 88. E 30 punti in 14 partite significa 10 vittorie. Cioè possono perdere pure 4 partite, pensate un po’. Possono perdere 4 partite se ne vincono 10. Se ne fanno 9 di vittorie, fanno 3 pareggi e una sconfitta, arrivano a 88 comunque. E stiamo parlando di una frenata rispetto all’andamento attuale, una bella frenata. E invece il Napoli, per arrivare a 87, che non significherebbe vincere se l’Inter fa 88, deve fare in 14 partite 12 vittorie e due pareggi. Ora vi pare possibile che il Napoli, che ha come ostacolo il Como subito in Coppa, poi c’è la Roma, poi c’è l’Atalanta, deve incontrare il Milan al Maradona e lì è una partita da vincere assolutamente perché il Napoli può superarlo avendo ancora lo scontro diretto, riesca a vincere questo Scudetto?
Nel calcio succede di tutto, ma la logica ci dice che il Napoli, in queste condizioni, 12 vittorie e due pareggi non li riesce a fare. Se li fa, sarebbe qualcosa di straordinario e di meraviglioso. Il tifoso sogna e ha diritto a sognare, ma la ragione e la logica ci dicono che se anche l’Inter dovesse frenare, il Napoli è in grado di fare una corsa così importante da poter sovvertire un campionato che, francamente, ha 14 turni alla fine con nove punti di svantaggio, con un Napoli che perde pezzi ogni domenica, ogni partita, e con l’Inter che sta viaggiando in ciabatte letteralmente, senza stancarsi minimamente, solo per le anime candide, per chi crede nei sogni. E io voglio sognare, ma non posso illudere la gente. I numeri non dicono questo. Poi, per carità, nel mondo delle possibilità esistono le probabilità, le improbabilità e le non probabilità. Le probabilità che ciò accada sono ristrette a numeri molto vicini allo zero, il 3%, il 5%, non sono in grado di darvi una percentuale. So solo però che Sabatini, quando arrivò a Salerno con la Salernitana, praticamente già retrocessa, disse: 'Noi abbiamo solo il 7% di salvezza, ma ce lo giocheremo tutto'. A fine anno la Salernitana si salvò. E allora speriamo che se esiste un 7%, Dio ce la mandi buona e che si possa realizzare lo stesso sogno che Sabatini vaticinò".






