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tmw / napoli / Le Interviste
Marino ribadisce: “De Bruyne in parabola discendente, non lo avrei preso!”TUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
ieri alle 23:30Le Interviste
di Francesco Carbone
per Tuttonapoli.net

Marino ribadisce: “De Bruyne in parabola discendente, non lo avrei preso!”

L’ex dirigente del Napoli Pierpaolo Marino è intervenuto ai microfoni di Radio Napoli Centrale durante la trasmissione Un Calcio alla Radio, affrontando diversi temi legati al calcio italiano e al momento del club azzurro. Secondo Marino è importante distinguere tra la situazione della Serie A e quella della Nazionale: “Il calcio italiano coinvolge la Nazionale e la Nazionale non è espressione del campionato di Serie A. Sono discorsi differenti. Non dimentichiamo che 3 anni fa eravamo primi nel ranking Europeo, tanto da guadagnare 5 posti in Champions League. Non è passato un secolo, ma qualcosa è cambiato. Ci sono tante proprietà estere che non sempre hanno portato le proprietà arabe nel resto d'Europa. E poi ci sono alcune società che non hanno ancora lo stadio di proprietà e non ci si può confrontare con le big di Inghilterra e Germania".

Nel corso dell’intervento, Marino ha anche ricordato i primi anni della sua esperienza a Napoli, sottolineando quanto il club sia cresciuto nel tempo e come oggi ci siano le condizioni per pensare a nuove infrastrutture: “Quando sono arrivato io a Napoli non avevamo neanche i palloni, non si poteva immaginare di avere lo stadio. Ma nella fantasia di De Laurentiis si parlava di stadio sul mare o a Pozzuoli. Io per la verità, penso che oggi ci siano concrete possibilità di realizzare uno stadio di proprietà. Il club ha un fatturato importante, ha vinto Scudetti: se si vuole fare un salto di qualità bisogna pensare anche allo stadio di proprietà. In Italia solo la Juve e l'Atalanta tra le squadre di Champions che hanno gli stadi. E altri grandi club potrebbero competere in Europa".

Spinazzola, De Bruyne e il tema degli infortuni

Marino ha poi toccato diversi argomenti legati alla rosa del Napoli, a partire da Leonardo Spinazzola, giocatore che l’ex dirigente conosce molto bene: “Spinazzola? Con me sfondate una porta aperta. Io l'ho portato a Bergamo 11 anni fa, prelevandolo dal Siena quando era in prestito dalla Juventus. Sono un suo estimatore. Con me ha debuttato con l'Atalanta in Serie A. Penso che il Napoli farebbe bene a tenerselo. In quel ruolo non c'è una grande abbondanza. Come uomo e come giocatore, fossi in Gattuso lo convocherei per i playoff".

L’ex dirigente ha poi espresso il suo punto di vista anche sull’arrivo di Kevin De Bruyne e sulle scelte tattiche della squadra: “De Bruyne? Non lo avrei preso, l'ho detto tante volte. Il problema è che quando hai un McTominay in quel ruolo, tra i migliori d'Europa, non ho bisogno di investire in risorse importanti come De Bruyne che è in parabola discendente. Posso anche essere in contrasto di idee popolari, ma io avrei evitato a Conte di cambiare modulo inizialmente per mettere anche KDB. In quel periodo McTominay non rendeva più. Non è che mettendo gli Over30 di tutte le squadre d'Europa riesci a vincere la Champions League".

Infine Marino ha difeso il lavoro di Antonio Conte, soprattutto alla luce delle numerose difficoltà incontrate durante la stagione: “Cosa direi alla squadra in questo momento? Io sono assolutamente contento di quanto dice Conte, va riconosciuto che ha avuto una squadra piena di infortuni e problemi, ha detto cose giuste e non mi permetto di suggerire cosa dire. Do nove in pagella a lui per come ha gestito tutta questa emergenza. Servirebbe una commissione d'inchiesta per tutti gli infortuni avuti. Da quale punto partirei per trovare la soluzione a tutti gli infortuni? Io conosco i meccanismi interni e le procedure della preparazione atletica, della prevenzione, io ti direi che dovrei esaminare tutto quello che è stato fatto dal reparto medico, prevenzione e reparto preparatori fisici. Potrei capire i dati di questi report, non posso però prevedere. Dire che è stata sbagliata la preparazione atletica vuol dire tutto e vuol dire niente".