Palermo, Osti: "Inzaghi ha portato la sua mentalità. Pohjanpalo il colpo di cui vado più fiero"
Nel corso della lunga intervista concessa al Corriere dello Sport, il direttore sportivo del Palermo Carlo Osti parla anche delle scelte sull’età della rosa e dell'impronta lasciata da Inzaghi.
L’età media elevata della rosa del Palermo non è un caso, ma una scelta precisa. Osti spiega che il club guarda al presente e alle ambizioni immediate: «Un calciatore più esperto si relaziona meglio con una piazza esigente». Vincere puntando solo sulla valorizzazione dei giovani è più complicato, anche se non mancano eccezioni positive come Peda e Vasic, già considerati certezze.
Secondo il direttore sportivo, il peso della maglia è un fattore determinante. Palermo, anche in Serie B, resta un top club e questo incide nelle trattative. Osti racconta come, oltre agli aspetti tecnici, venga valutato attentamente il profilo caratteriale dei giocatori: spesso è proprio quello a far scattare la decisione finale.
Tra le operazioni di cui va più fiero, il primo nome è chiaro. «Pohjanpalo: non era facile convincerlo, ma l’ho sempre pensato adattissimo per Palermo». Guardando al passato, Osti ricorda anche i colpi messi a segno alla Sampdoria, da Muriel a Schick fino a Skriniar. Ma l’acquisto che porta più nel cuore arriva dagli inizi della carriera: «Presi Fabrizio Miccoli dal Casarano. Tutti dicevano che era troppo basso». Una scelta che Palermo conosce bene per ciò che ha rappresentato.
Infine, l’analisi su Filippo Inzaghi. Osti individua nella mentalità il contributo principale dell’allenatore: «Il Palermo è pragmatico, subisce poco e segna. È una squadra riconoscibile». Merito del lavoro quotidiano e della fame di calcio di Inzaghi, che il ds descrive come totale: segue partite di ogni categoria e le analizza nel dettaglio.
Il gioco non sempre spettacolare non è visto come un limite, ma come una fase del percorso. «Cattiveria ed agonismo sono ok», sottolinea Osti, ricordando però che la rosa ha anche qualità tecniche importanti. Inzaghi, conclude, sta lavorando proprio per farle emergere nel modo giusto.
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