Femminile, Valenti: "Noceto è la casa del Parma Women. I nostri tifosi esempio di educazione"
Intervenuto in esclusiva ai microfoni di TMW, il tecnico crociato Giovanni Valenti ha raccontato il mondo Parma Women, a cominciare dalla chiamata da parte del direttore Domenico Aurelio: "Quando c'è stato il primo contatto con il direttore Aurelio non ho avuto il minimo dubbio che il mio augurio fosse di venire qui a Parma. Non è stata una cosa immediata perché mi hanno fatto tre colloqui prima di chiamarmi! Per me già dal primo messaggio era Parma assolutamente. Li avevo apprezzati da avversari e mi ricordo che quando siamo venuti qua a Noceto avevamo visto l'organizzazione, quante persone ci lavoravano. La voglia di tornare a lavorare in contesti con tutta questa struttura societaria dietro era forte. E poi, chiaro, c'era la Serie A”.
Come vive il Parma Women inserito nel resto del mondo Parma Calcio?
“Noi ci sentiamo come facenti parte tutti della stessa famiglia, sentiamo forte la vicinanza dei vertici. Il presidente Krause quando è in Italia viene sempre qui a Noceto a vedere gli allenamenti e le partite. Addirittura mi ha detto di aver guardato il video di un’amichevole! Anche il Direttore Cherubini partecipa, per cui abbiamo la consapevolezza che a Parma si fa calcio femminile perché c'è una forte volontà da parte del club di crescere anche nel calcio femminile. Lo vediamo dal supporto che riceviamo per fare il nostro lavoro, che è di altissimo livello”.
Cosa rappresenta l’ambiente di Noceto per voi?
“Qui a Noceto c'è tutto il femminile, dalle Pulcine alla Prima Squadra: è la casa del Parma Women. È un ambiente dove lavorano tantissime persone e dove c'è tantissima organizzazione e cultura del lavoro, ma si riesce ad avere anche informalità e senso di famiglia. La giornata qua si vive con grande piacere perché siamo in ufficio assieme al direttore, ai responsabili scouting, ai responsabili del settore giovanile e viviamo insieme tutto il pomeriggio”.
Un commento sui vostri tifosi?
“Sono un orgoglio per noi. Non lo dico per piaggeria: basta vedere quanti ragazzi sono venuti a Napoli in trasferta. Fanno dei sacrifici clamorosi e non sono scontati. Tutti in grande autonomia, ci seguono, sono molto partecipi e hanno sempre atteggiamenti molto positivi, di grandissima educazione e rispetto. È proprio quel tifo positivo che secondo me è uno dei punti di forza del calcio femminile. Se si vuole portare dei bambini a delle partite per imparare cos'è un ambiente educativo e un tifo positivo, bisogna portarli nel calcio femminile. Questo può essere qualcosa da cui anche nel maschile possono prendere da esempio”.
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