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Il lunedì delle ceneri a fine luglio. E' attesa per le decisioni di CONI e FIGC sulla nuova stagioneTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Antonio Vitiello
venerdì 23 luglio 2021 10:19Serie C
di Claudia Marrone
fonte Luca Bargellini per tuttoc.com

Il lunedì delle ceneri a fine luglio. E' attesa per le decisioni di CONI e FIGC sulla nuova stagione

Ancora cento ore (più o meno). Tanto manca alla presa di posizione del Consiglio di Garanzia del CONI in merito ai ricorsi presentati dalle società di Serie B e C bocciate dalla Covisoc nelle scorse settimane. Chievo Verona, poi Carpi, Casertana, Novara, Paganese e Sambenedettese. Sei società tutte a rischio e in attesa di un cenno, positivo o negativo, che dia una svolta al proprio presente.
A prescindere da come andranno a finire le singole situazioni quanto stiamo vivendo in queste settimane servirà, nuovamente, da monito per la riforma dei campionati che mai come in questo periodo sembra essere prossima a concretizzarsi. Sulla carta stampata si è iniziato a parlare di ipotesi, soprattutto per la Serie A, con un passaggio da 20 a 18 squadre con playoff e playout. In pieno stile Serie C.

RIFORMA - E per la terza serie? Il tavolo è stato già apparecchiato. Le sessanta squadre di oggi verranno divise fra C1 (chiamiamola così) e C2. Venti club da una parte; quaranta dall’altra. Ancora sono da capire i meccanismi di promozione e retrocessione, ma ciò che veramente conta è altro. Quello che sarà decisivo per il successo o il fallimento di tale operazione è l’inquadramento aziendale delle stesse società. Tradotto: l’istituzione del semiprofessionismo.
Su queste pagine tale argomento è stato trattato più e più volte (il mio amico e direttore Ivan Cardia aveva ancora i capelli la prima volta che ne abbiamo discusso di fronte ad un caffè nella redazione di TMW), ma occorre non perdere di vista l’obiettivo se lo si vuole davvero raggiungere.

IMPIANTI - La stessa cosa andrà fatta, praticamente in contemporanea, con l’impiantistica. In Lega Pro la condizione degli stadi è al limite del tragico. Le deroghe sono state ridotte al minimo, ma se pensiamo che grandi città, con una tradizione calcistica di lunga data come, ad esempio, Messina, sono costrette a far emigrare le compagini cittadine, ACR e FC, oltre lo Stretto (a Crotone e Vibo Valentia) per le loro gare interne a causa dell’inadeguatezza degli impianti, come si può pensare che realtà più piccole, o addirittura paesi di provincia, possano essere all’altezza? Gli standard richiesti non sono certo quelli della Serie A, eppure in molti casi sembrano ben oltre le umane possibilità.

SECONDE SQUADRE - L’ultimo step, visto che siamo a parlare di cambiamenti, lo dedico ad un mio vecchio cavallo di battaglia: le seconde squadre. Dopo tre anni dalla nascita di questo progetto il numero di società coinvolte non è cambiato. Una era (la Juventus) e una è rimasta. Troppo alti i costi di gestione per pensare che altri club di Serie A, per non parlare di Serie B, possano prenderne parte. Le leggi del mercato vorrebbero che abbassando il “prezzo” o aumentando i vantaggi, il numero di clienti possa crescere. Un’idea semplice, spesso efficace, ma che in questo caso farebbe inc…..e tutte le altre società di Lega Pro che già lottano, anno dopo anno, per la sopravvivenza. Allora che senso ha tenere in piedi un progetto che non raccoglie consensi e non cresce oramai dalla sua nascita?

Quesiti ai quali speriamo presto di avere una risposta. Dubbi che ci tengono impegnati in attesa che abbia termine il countdown che tutti stiamo seguendo abbia termine. A questo punto non ci resta che attendere. Sperando che le cose vadano nel miglior modo possibile. Tanto, senza un cambiamento chiaro ed evidente, basterà attendere dodici mesi per ritrovarsi nella medesima situazione.
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