Ora Catanzaro: il tempo delle attese è finito, conta solo il campo
Dopo un’altra sconfitta, un’altra prova opaca, un’altra conferma di fragilità.
Cesena–Pescara 2-0 non è stato solo un risultato negativo.
È stata la fotografia di una squadra che oggi fatica a stare dentro le partite, soprattutto quando il livello dell’avversario si alza.
Il Cesena ha fatto il minimo indispensabile: ordine, intensità, concretezza.
Il Pescara, invece, ha mostrato ancora una volta limiti strutturali che non si risolvono con le buone intenzioni.In questo contesto si inserisce anche il ritorno in campo di Brugman.
Un rientro atteso, sperato, quasi invocato.Ma il campo è stato chiaro: non è ancora pronto.Ritmo basso, tempi fuori misura, difficoltà evidenti. Nulla di sorprendente per chi rientra dopo mesi e in una squadra in affanno, ma sufficiente per dire una cosa senza ipocrisie: oggi Brugman non può essere la soluzione.Forse lo sarà più avanti.
Oggi no.
E mentre Brugman cerca condizione, il Pescara continua ad aspettare Insigne.Un’attesa carica di significato, di emozione, di rispetto per una storia che torna a incrociarsi.Ma anche qui serve chiarezza: attendere non basta più.Perché il campionato va avanti.
Perché la classifica non fa sconti.Perché ogni partita persa riduce il margine di errore a zero.
E ora c’è il Catanzaro.Una squadra che gioca a memoria.Che ha identità.Che sa cosa vuole fare con e senza palla.
Una squadra che rappresenta esattamente ciò che oggi il Pescara non è: solida, continua, riconoscibile.E allora questa partita non è solo una gara di calendario.È uno spartiacque mentale.Perché da qui in avanti non ci si potrà più aggrappare a chi deve rientrare, a chi deve arrivare, a chi deve ancora trovare la condizione.Il mercato è chiuso.Le attenuanti sono finite.Ora conta solo chi regge la pressione.Chi accetta la lotta.
Chi capisce che ogni pallone pesa il doppio.
Il Pescara non ha bisogno di promesse.Ha bisogno di punti.Subito.Perché continuare a rimandare tutto a “quando saremo pronti” è il modo più veloce per scoprire, troppo tardi, che il campionato non ti ha aspettato.Ora c’è Catanzaro.E non sarà il nome sulla maglia a fare la differenza.Sarà il coraggio.
Sarà la fame.
Sarà la capacità di restare in piedi quando fa male.
Senza filtri.






