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tmw / pescara / Primo Piano
ORA BISOGNA DARE TUTTO: GLI ALIBI SONO DEI PERDENTI
Oggi alle 11:05Primo Piano
di Andrea Genito
per Tuttopescaracalcio.com
fonte di Andrea Genito

ORA BISOGNA DARE TUTTO: GLI ALIBI SONO DEI PERDENTI

Il presunto accanimento arbitrale non spiega e non giustifica la classifica

"Se siamo ultimi è colpa degli arbitri". Mai scusa fu più patetica e di comodo, oltre che pericolosa, ma è stata la spiegazione data dal presidente Sebastiani ai cronisti che, educatamente, gli chiedevano il perchè di un campionato molto al di sotto delle attese e delle promesse. "Ci hanno derubato, altrimenti non saremmo ultimi- ha rincarato- abbiamo dimostrato di non essere inferiori alle dirette concorrenti alla salvezza". Pur derubricando la dichiarazione che fornì dopo l'unica giornata di gloria (4/0 all'Empoli, ancora nell'era Vivarini), in cui delineò obiettivi che sfioravano i playoff, questa lettura semplicistica non spiega le difficoltà di una rosa non adeguatamente competitiva per un campionato di serie B e i quasi 50 gol sul groppone, che sarebbero stati il doppio senza i miracoli di Desplanches. Nella sua solita arringa senza contraddittorio, poi, Sebastiani dichiara che il Pescara ultimamente ha fatto sempre stagioni importanti e non vuole essere criticato per questo "incidente di percorso", dovuto appunto alle monellate delle dispettose giacchette nere e degli omini cattivi in sala Var. Siamo d'accordo, e lo abbiamo scritto, che contro Modena (andata), Juve Stabia e Padova sicuramente il risultato è stato bugiardo e condizionato da decisioni errate, ma il Pescara è ultimo a -7 dalla zona playout, cioè dagli spareggi, quindi qualche altra domanda dovrebbe sorgere spontanea e non è colpa degli arbitri se Dagasso con un intervento scomposto si fa espellere quando il Pescara vinceva ed era in controllo a Bari, se la difesa si perde costantemente le sovrapposizioni sulle fasce, se davanti non c'è una punta scaltra che sfrutti almeno il 30% delle opportunità. Contro Carrarese, Mantova e Sudtirol, tra l'altro, un inutile pareggio è stato rimediato in extremis dopo aver subito, ed erano gare da vincere senza se e senza ma. Dichiarazioni del genere non spiegano il frenetico turnover in panchina (31 allenatori in 14 anni di...regno), se non col voler addossare ai tecnici i fallimenti e sarà così, ne siamo certi, pure al termine di questo campionato. Facendo un debito confronto, abbiamo apprezzato molto di più le domande incalzanti e le risposte composte e le ammissioni fatte nell'ultima conferenza stampa del Torino, in cui il patron Urbano Cairo (un imprenditore di successo che ha investito veramente nel calcio) ha dovuto fronteggiare le critiche per la classifica dei granata e l'esonero di Baroni. Ma a Pescara, realtà molto più periferica e particolare, ci rendiamo conto che un confronto realistico di questo tipo è più complicato. Quindi ecco le arringhe che sicuramente non aiutano a capire e tentare di risolvere i problemi, oltre a rischiare di incattivire ulteriormente la classe arbitrale. Ora, invece, è il tempo di tentare il tutto per tutto, c'è poco da perdere oramai. Senza alibi, sperando che i "giocatori pronti" arrivati a gennaio riescano finalmente ad incidere ed a cambiare un pò l'inerzia. Prestazioni come quelle di Avellino e Venezia sono incoraggianti e denotano che la squadra non si è rassegnata, ma occorre molto di più per salvarsi. Anche senza calci di rigore a favore.